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	<title>Notizie dai media | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>Notizie dai media | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Sopravvivere a un educidio. Ricominciano le lezioni in presenza a Gaza</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/sopravvivere-a-un-educidio-ricominciano-le-lezioni-in-presenza-a-gaza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 14:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
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					<description><![CDATA[A Gaza i bombardamenti israeliani hanno raso al suolo anche scuole e università e ucciso migliaia di studenti e insegnanti. L’accesso a internet è gravemente ostacolato, molti libri di testo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Gaza i bombardamenti israeliani hanno raso al suolo anche scuole e università e ucciso migliaia di studenti e insegnanti. L’accesso a internet è gravemente ostacolato, molti libri di testo sono andati distrutti e troppi professori non torneranno in aula. Ciò che molti osservatori internazionali hanno definito un educidio, però, non è riuscito a spegnere la determinazione dei palestinesi, che nell’ultimo mese sono tornati in classe.</p>
<p><strong><a href="https://altreconomia.it/sopravvivere-a-un-educidio-ricominciano-le-lezioni-in-presenza-a-gaza" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Alessio Giordano pubblicato su Altreconomia</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Tenere lo sguardo sull’Ucraina</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/tenere-lo-sguardo-sullucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 14:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[DessBg]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[Matteo Rossi, presidente del Distretto di Economia Sociale Solidale bergamasco e Sindaco del Comune di Bonate Sopra (BG) ha partecipato alla missione civile di 110 persone in visita in Ucraina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo Rossi, presidente del Distretto di Economia Sociale Solidale bergamasco e Sindaco del Comune di Bonate Sopra (BG) ha partecipato alla missione civile di 110 persone in visita in Ucraina per testimoniare vicinanza, ascolto e relazioni concrete tra popolazioni civili.</p>
<p><strong><a href="https://infosostenibile.it/notizia/tenere-lo-sguardo-sull-ucraina-racconto-della-missione-di-pace" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere il racconto della missione di pace, pubblicato su infoSOStenibile.</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una città diversa</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/una-citta-diversa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 13:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
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					<description><![CDATA[Segnaliamo un articolo di Emilia De Rienzo tratto da Comune-info.net, che parla del recente sgombero avvenuto a Torino. C’è lo sgombero avvenuto in una situazione tutt’altro che limpida. C’è poi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo un articolo di Emilia De Rienzo tratto da Comune-info.net, che parla del recente sgombero avvenuto a Torino.</p>
<p>C’è lo sgombero avvenuto in una situazione tutt’altro che limpida. C’è poi la manifestazione di sabato, con i lacrimogeni delle forze dell’ordine sparati ad altezza uomo. Ma prima di tutto quanto accade a Torino è un attacco alla possibilità di immaginare una città diversa: perché si può essere d’accordo o meno con alcune scelte e pratiche politiche, ma Askatasuna, come molti altri spazi di tante città, resta uno dei pochi luoghi di Torino capaci di costruire relazioni sociali, tra doposcuola, iniziative culturali, sport popolare, mutualismo.</p>
<p>Il cuore della questione è chiaro: a quelli che sono in alto non piace chi mette in discussione l’idea di città come spazio regolato dal mercato (grazie al quale, ad esempio, Torino ha oltre 6.000 sfratti in corso e 75mila abitazioni inutilizzate), e dall’amministrazione.</p>
<p><strong><a href="https://comune-info.net/una-citta-diversa/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo completo </a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>“The Ashes of Moria”: che cosa rimane del campo profughi più grande d’Europa?</title>
		<link>https://rete-ries.it/internazionale/the-ashes-of-moria-che-cosa-rimane-del-campo-profughi-piu-grande-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 20:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[A cinque anni dall’incendio che lo ha distrutto (tra l&#8217;8 e il 9 settembre 2020) l’impatto del campo di Moria sull&#8217;isola di Lesbo in Grecia è ancora presente nelle vite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="meta-origin" data-coolorigin="https%3A%2F%2Fcollabora.rio20.net%2Fcool%2Fclipboard%3FWOPISrc%3Dhttps%253A%252F%252Fnextcloud.ripess.eu%252Findex.php%252Fapps%252Frichdocuments%252Fwopi%252Ffiles%252F271451_oc30no5v7rmv%26ServerId%3Df1fa3c04%26ViewId%3D4%26Tag%3D1270526877571f4f">
<p class="western" align="left">A cinque anni dall’incendio che lo ha distrutto (tra l&#8217;8 e il 9 settembre 2020) l’impatto del campo di Moria sull&#8217;isola di Lesbo in Grecia è ancora presente nelle vite delle persone che lo hanno vissuto, mentre l’approccio disumano alla migrazione da parte dell’Europa continua a essere quello della deterrenza, del contenimento e della detenzione.</p>
<p class="western" align="left">The Ashes of Moria (Le ceneri di Moria) è un docufilm di Davide Marchesi e Majid Bakhshi, prodotto da ColoreFilm e distribuito in Italia da Altreconomia, che ripercorre la storia di quello che è stato il simbolo del fallimento europeo in tema di “accoglienza” e “protezione”, sull’isola di Lesbo. Attraverso una serie di interviste con persone migranti che hanno vissuto nel campo greco, operatori sociali e attivisti che lo hanno conosciuto da vicino, il documentario esplora l’eredità di quell&#8217;esperienza, raccontando la durissima realtà del campo, le ripercussioni e il suo ruolo nelle politiche di detenzione e deterrenza e nei processi di integrazione.</p>
<p class="western" align="left">Il film è disponibile attraverso il canale YouTube di Altreconomia a questo link: <strong>https://youtu.be/3ISMAJPcAUg</strong></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>MigreRETE: Quando le filiere diventano inclusive</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/migrerete-quando-le-filiere-diventano-inclusive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 15:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[#MigreRETE]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavoro agricolo migrante e filiere giuste sono al centro del dossier del progetto MigreRETE, uno strumento pensato per cambiare il modo di produrre e consumare. Cittadini e migranti diventano protagonisti di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Lavoro agricolo migrante e filiere giuste sono al centro del dossier del progetto <em>MigreRETE</em>, uno strumento pensato per cambiare il modo di produrre e consumare.</h4>
<p class="wp-block-heading">Cittadini e migranti diventano protagonisti di filiere alimentari solidali e sostenibili: un’iniziativa che dà voce alle esperienze di piccole aziende agroalimentari fondate e/o gestite da migranti.</p>
<p class="wp-block-heading">Il dossier nasce da una ricognizione territoriale delle realtà che operano nel solco dell’agroecologia, della giustizia sociale e dell’economia solidale, con l’obiettivo di mettere in rete produttori migranti e cittadini responsabili, in particolare quelli organizzati in Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), empori solidali e di comunità, nonché piattaforme etiche di acquisto.</p>
<p>Cooperative e imprese sociali nate da migranti e braccianti che, grazie alla produzione di cibo biologica e agroecologica, e a condizioni di lavoro legali e dignitose, contribuiscono a economie locali più giuste e costruiscono intorno a se’ comunità più solidali e  più accoglienti. Non sono un’utopia ma concrete storie di successo al centro del dossier<a href="https://www.arcsculturesolidali.org/wp-content/uploads/2025/09/MigreRETE-Dossier-completo.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong> <em>Cittadini Protagonisti di Filiere Agroalimentari Solidali e Sostenibili</em> </strong></a>di MigreRETE, progetto promosso da ARCS – Arci Culture Solidali APS in collaborazione con ReOrient, FairWatch, Nonna Roma e Slow Food Roma, con il sostegno dell’8×1000 della Chiesa Valdese.</p>
<p><strong><a href="https://comune-info.net/quando-le-filiere-diventano-inclusive/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Comune-info</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.arcsculturesolidali.org/wp-content/uploads/2025/09/MigreRETE-Dossier-completo.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare il dossier</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>“War bond” emessi da Israele: dopo le proteste Bper se ne libera</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/war-bond-emessi-da-israele-dopo-le-proteste-bper-se-ne-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 11:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[Condividiamo un articolo della rivista Altreconomia, che anticipa la pubblicazione dell’editoriale del numero di ottobre del direttore, Duccio Facchini. Il tema dei “titoli di guerra” emessi da Tel Aviv dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Condividiamo un articolo della<strong> <a href="https://altreconomia.it/war-bond-emessi-da-israele-dopo-le-proteste-bper-se-ne-libera-senza-far-troppo-rumore/" target="_blank" rel="noopener">rivista Altreconomia</a>,</strong> che anticipa la pubblicazione dell’editoriale del numero di ottobre del direttore, Duccio Facchini.</p>
<p>Il tema dei “titoli di guerra” emessi da Tel Aviv dopo il 7 ottobre per finanziare anche l’idrovora militare e quindi l’aggressione contro Gaza e la Cisgiordania è ancora attualissimo e controverso.</p>
<p>Quando la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967, <strong>Francesca Albanese</strong>, dedica un intero rapporto all’economia dell’occupazione che in Palestina si è fatta <strong>“economia del genocidio”</strong> non lo fa per caso. Squarciare il velo degli interessi economici e fare i nomi delle più importanti multinazionali del Pianeta coinvolte costa caro. Gli Stati Uniti l’hanno infatti “colpita al cuore” imponendole sanzioni illegali e aberranti che -per l’ignavia della Commissione europea e del governo italiano- le impediscono persino di aprire un conto corrente nel Paese in cui è nata (<strong><a href="https://youtu.be/MHKnIOeyNXk" target="_blank" rel="noopener">si veda la conferenza che Altreconomia ha svolto al Senato il 4 settembre).</a></strong></p>
<p>Altreconomia è tornata a interpellare le principali banche italiane e ci informa delle risposte di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm. E il caso spiazzante di Bper (Arca Fondi).</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Per <strong>scaricare il report</strong> di Francesca Albanese &#8220;From economy of occupation to economy of genocide&#8221;:</p>
<ul>
<li><a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/dalleconomia-di-occupazione-alleconomia-di-genocidio-il-nuovo-rapporto-di-francesca-albanese-denuncia-la-complicita-aziendale-e-accademica-nel-sistema-israeliano-nei-territori-palestinesi-occupati" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clicca qui per la versione in inglese dal sito del Centro di Ateneo per i diritti umani A.Papisca </strong></a></li>
<li><strong><a href="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/09/Rapporto-Francesca-Albanese.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare la versione del report in italiano</a></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Overshoot Day, il giorno in cui il futuro finisce in anticipo</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/overshoot-day-il-giorno-in-cui-il-futuro-finisce-in-anticipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 08:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Global Footprint Network ha stimato che nel 2025 le risorse rigenerate dal pianeta nell&#8217;anno saranno consumate entro il 24 luglio. Il debito ecologico si traduce in crisi climatica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il Global Footprint Network ha stimato che nel 2025 le risorse rigenerate dal pianeta nell&#8217;anno saranno consumate entro il 24 luglio.<br />
Il debito ecologico si traduce in crisi climatica e costi economici e sociali</h4>
<p>Ogni anno, in un giorno preciso, l’umanità consuma tutte le risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in dodici mesi. Quel giorno ha un nome: Earth Overshoot Day. Da quel momento in poi viviamo a debito ecologico, come un’azienda che brucia il capitale accumulato anziché vivere del proprio reddito. È una scadenza simbolica e concreta allo stesso tempo, che ci ricorda quanto la nostra economia sia in squilibrio con i cicli naturali della Terra.</p>
<p>L’Overshoot Day è calcolato dal Global Footprint Network, che ogni anno analizza la nostra impronta ecologica complessiva confrontandola con la biocapacità del pianeta, ovvero la sua capacità di rigenerare risorse e assorbire i nostri scarti, a cominciare dalle emissioni di CO2.</p>
<p>Nel 2025 l’Overshoot Day globale, secondo le stime, cadrà il 24 luglio, ma la data ufficiale globale viene annunciata il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Significa che in poco meno di sette mesi la popolazione mondiale ha consumato più di quanto la Terra possa offrire in un intero anno. Un dato che fotografa una crisi ambientale strutturale: stiamo consumando le risorse 1,75 volte più velocemente di quanto la natura riesca a rinnovarle.</p>
<p>Ma c’è un altro dato che dovrebbe preoccuparci ancora di più: il Country Overshoot Day, cioè la data in cui una singola nazione esaurisce il proprio “budget ecologico” se tutti gli abitanti del mondo vivessero come i cittadini di quel Paese. In Italia nel 2025 l’Overshoot Day è caduto il 6 maggio (<a href="https://economiacircolare.com/overshoot-day-italia-2025-impronta-ecologica/">https://economiacircolare.com/overshoot-day-italia-2025-impronta-ecologica/</a>). È come dire che, se tutta l’umanità adottasse lo stile di vita medio italiano, ci servirebbero più di due pianeti per sostenere i nostri consumi.</p>
<p><strong><em><a href="https://infosostenibile.it/notizia/overshoot-day-il-giorno-cui-il-futuro-finisce-anticipo" target="_blank" rel="noopener">Continua a leggere su infoSOStenibile</a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In India la produzione di pelle danneggia diritti e ambiente</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/in-india-la-produzione-di-pelle-danneggia-diritti-e-ambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 18:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Moda sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Nello Stato del Tamil Nadu, il fiume Palar è vitale per milioni di persone ma oggi è gravemente inquinato dalle concerie. La Direttiva sulla due diligence resta solo sulla carta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nello Stato del Tamil Nadu, il fiume Palar è vitale per milioni di persone ma oggi è gravemente inquinato dalle concerie. La Direttiva sulla due diligence resta solo sulla carta</h3>
<p>L&#8217;India è infatti il secondo esportatore di pelle al mondo, con il 35% dell’<em>export</em> che parte proprio dalle 449 concerie che operano nel bacino del Palar.</p>
<p>Qui si riforniscono <em>brand</em> europei e italiani, che spesso non rivelano l’origine dei loro materiali. <em>Altreconomia</em> è riuscita a ottenere queste informazioni tramite un <em>database</em> doganale privato, rintracciando tra i principali acquirenti delle concerie di Tamil Nadu il gruppo spagnolo Inditex (Zara, Massimo Dutti, Tempe, Bershka, Stradivarius, Pull &amp; Bear), gli italiani Geox e Max Mara, i tedeschi Deichmann e Gabor Shoes, la danese Ecco e la svedese H&amp;M.</p>
<p><em><strong><a href="https://altreconomia.it/in-india-la-pelle-prodotta-per-leuropa-calpesta-i-diritti-umani-e-lambiente/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo su Altreconomia</a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Giornata della Terra &#8220;compie&#8221; 55 anni</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/la-giornata-della-terra-compie-55-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 17:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della terra]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla prima edizione del 22 aprile 1970, ogni anno l&#8217;Earth Day coinvolge circa un miliardo di persone in quasi 200 nazioni. Anche se forse oggi può sembrare strano, considerato il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h4>Dalla prima edizione del 22 aprile 1970, ogni anno l&#8217;Earth Day coinvolge circa un miliardo di persone in quasi 200 nazioni.</h4>
</div>
<div>
<p>Anche se forse oggi può sembrare strano, considerato il negazionismo climatico che caratterizza l’attuale amministrazione statunitense, l’idea da cui scaturì la celebrazione della Giornata della Terra appartiene ad un politico americano, Gaylord Nelson, ed è interessante ripercorrere la storia che ha portato a quella che è divenuta la più grande manifestazione ambientale del pianeta, in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.<br />
L&#8217;ampia partecipazione si registrò fin dalla prima edizione e da lì prese vita anche il moderno movimento ambientalista americano.</p>
<p><a href="https://infosostenibile.it/notizia/la-giornata-della-terra-festeggia-ben-55-anni" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Leggi l&#8217;articolo su infoSOStenibile</em></strong></a></p>
<p><em>Foto: Copertina del New York Daily News del 23.04.1970, che mostra la folla che ha invaso la Fifth Avenue durante la prima Giornata della Terra</em></p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump, fine del mondo o fine del capitalismo?</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/trump-fine-del-mondo-o-fine-del-capitalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 17:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rete-ries.it/?p=244630</guid>

					<description><![CDATA[È tempo di pensare che la fine del capitalismo, e delle sue presunte comodità, sia meno rischiosa della terza guerra mondiale verso cui ci sta conducendo. Sembra incredibile, arriviamo impreparati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-heading"><strong>È tempo di pensare che la fine del capitalismo, e delle sue presunte comodità, sia meno rischiosa della terza guerra mondiale verso cui ci sta conducendo.</strong></p>
<p>Sembra incredibile, arriviamo impreparati nel momento preciso in cui si avvera ciò che avevamo previsto in dettaglio. Dove per “noi” Paolo Cacciari intende i movimenti critici della globalizzazione neoliberista e per accadimenti “previsti” intende ciò che sta facendo la nuova amministrazione statunitense.</p>
<p><a href="https://comune-info.net/trump-fine-del-mondo-o-fine-del-capitalismo" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Paolo Cacciari su comune-info</strong></em></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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