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	<title>Notizie dai media | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>Notizie dai media | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Nitzanei Shalom fa male a Tulkarem</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/nitzanei-shalom-fa-male-a-tulkarem/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 18:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[Con un&#8217;importantissima inchiesta internazionale, la rivista Altreconomia fa luce sui collegamenti tra il complesso industriale israeliano di Nitzanei Shalom e i gruppi industriali attivi in Europa, Italia compresa. Il sito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con un&#8217;importantissima inchiesta internazionale, la rivista Altreconomia fa luce sui collegamenti tra il complesso industriale israeliano di Nitzanei Shalom e i gruppi industriali attivi in Europa, Italia compresa.</p>
<p>Il sito è sorto negli anni Ottanta nella periferia di Tulkarem, nei Territori palestinesi occupati, in un contesto dove standard ambientali e norme di sicurezza risultavano più facilmente aggirabili. A pagarne le spese, ieri come oggi, sono i contadini del luogo. A firma di Alessandro Stefanelli e Filippo Taglieri, è un lavoro di squadra con <em>The New Arab, Green European Journal, The New Lines Magazine e Irpi Media.</em></p>
<p><em><strong><a href="https://altreconomia.it/inchiesta-sul-complesso-industriale-israeliano-di-nitzanei-shalom-che-segna-la-cisgiordania/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=NL24626NANS" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere tutto l&#8217;articolo pubblicato sul sito di Altreconomia</a></strong></em></p>
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		<item>
		<title>Il Regolamento rimpatri e il cadavere dell’Ue</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/il-regolamento-rimpatri-e-il-cadavere-dellue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 18:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
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					<description><![CDATA[La maggioranza formata dai popolari con l’estrema destra, che ormai caratterizza tutte le decisioni del Parlamento europeo in materia di immigrazione e asilo, ha accolto con applausi scroscianti l’approvazione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La maggioranza formata dai popolari con l’estrema destra, che ormai caratterizza tutte le decisioni del Parlamento europeo in materia di immigrazione e asilo, ha accolto con applausi scroscianti l’approvazione della nuova bozza di Regolamento sui rimpatri che, apportando numerose modifiche peggiorative <strong><a href="https://www.unionedirittiumani.it/newsletter/regolamento-europeo-in-materia-di-rimpatri-la-fase-decisiva-delliter-legislativo/" target="_blank" rel="noopener">alla proposta originaria della Commissione europea</a></strong>, dovrà istituire un sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno nell’Unione è irregolare, abrogando la precedente direttiva 2008/115/CE.</p>
<p>Per approfondire questo complesso tema, proponiamo la lettura di un articolo pubblicato da Comune-info, a firma di Fulvio Vassallo Paleologo</p>
<p><em><strong><a href="https://comune-info.net/il-regolamento-rimpatri-e-il-cadavere-dellue" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo completo sul sito di Comune-info</a></strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il G(i)usto della Mozzarella. Riscatto per la legalità</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/il-giusto-della-mozzarella-riscatto-per-la-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 10:31:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio Equo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto che unisce le terre campane al commercio equo bergamasco grazie alla sinergia tra la coop. &#8220;Le Terre di don Peppe Diana – Libera Terra” e la coop. &#8220;Amandla&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h4>Il progetto che unisce le terre campane al commercio equo bergamasco grazie alla sinergia tra la coop. &#8220;Le Terre di don Peppe Diana – Libera Terra” e la coop. &#8220;Amandla&#8221;</h4>
</div>
<div>
<p>C’è un’Italia silenziosa ma operosa che non si arrende e che, dalle ceneri di un passato complesso, riesce a coltivare quotidianamente un futuro fatto di legalità, cooperazione e sostenibilità. La trasformazione di un bene un tempo in mano alla criminalità in un presidio di eccellenza gastronomica e sociale è il cuore del progetto della cooperativa sociale &#8220;Le Terre di don Peppe Diana &#8211; Libera Terra&#8221;.</p>
<p>Se ne è parlato nell&#8217;articolo di infoSOStenibile, frutto di un&#8217;intervista al presidente della cooperativa, Massimo Rocco, dove si è trattato anche di filiere agricole virtuose in luoghi difficili come la &#8220;terra dei fuochi&#8221;, di alleanze tra sud e nord del nostro paese e di come le buone pratiche si possono diffondere coinvolgendo più territori, dando luogo a un&#8217;economia diversa, equa e pienamente sostenibile, che non solo è possibile, ma è già in atto.</p>
<p><a href="http://infosostenibile.it/notizia/il-giusto-della-mozzarella-riscatto-per-la-legalita" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Leggi l&#8217;articolo completo pubblicato su infoSOStenibile</em></strong></a></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mais ha già una casa</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/il-mais-ha-gia-una-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Comune-info una notizia dall&#8217;America Latina, in particolare dalla Rete per la Difesa del Mais (CECCAM). che ha fermamente respinto ogni forma di manipolazione genetica del mais e di tutte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Comune-info una notizia dall&#8217;America Latina, in particolare dalla Rete per la Difesa del Mais (CECCAM).<br />
che ha fermamente respinto ogni forma di manipolazione genetica del mais e di tutte le sementi, nonché la loro privatizzazione e brevettazione.</p>
<p>Dal 12 al 15 marzo, la Rete ha tenuto la sua assemblea, ospitata questa volta da Radio Huayacocotla, “La Voce Contadina”, una storica emittente radiofonica comunitaria che trasmette da sessant’anni in quattro lingue: nahuatl, tepehua, Ñañú (otomi) e spagnolo. L’assemblea è iniziata presso la loro sede ed è proseguita nella comunità indigena di Cuatecomaco, nel comune di Zontecomatlán, Veracruz (Messico), regione che ha subito gli effetti devastanti delle intense piogge dell’ottobre 2025.</p>
<p>La Rete in Difesa del Mais, nata per contrastare la contaminazione transgenica del mais autoctono, ora è di nuovo in allerta: il governo sta cercando di instillare la minaccia dello sviluppo e della coltivazione di mais e altre colture geneticamente modificate.</p>
<p>La Rete ha fermamente respinto ogni forma di manipolazione genetica del mais e di tutte le sementi, nonché la loro privatizzazione e brevettazione. Non si tratta solo di un avvertimento sulla carta: è supportato da 25 anni di resistenza contro la contaminazione del mais da parte delle sue comunità, una resistenza che non ha mai vacillato nei suoi territori, nemmeno dopo che la semina di mais geneticamente modificato è stata vietata dalla Costituzione messicana nel 2025.</p>
<p><em><strong><a href="https://comune-info.net/il-mais-ha-gia-una-casa/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Silvia Ribeiro su Comune-info</a></strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sopravvivere a un educidio. Ricominciano le lezioni in presenza a Gaza</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/sopravvivere-a-un-educidio-ricominciano-le-lezioni-in-presenza-a-gaza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 14:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
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					<description><![CDATA[A Gaza i bombardamenti israeliani hanno raso al suolo anche scuole e università e ucciso migliaia di studenti e insegnanti. L’accesso a internet è gravemente ostacolato, molti libri di testo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Gaza i bombardamenti israeliani hanno raso al suolo anche scuole e università e ucciso migliaia di studenti e insegnanti. L’accesso a internet è gravemente ostacolato, molti libri di testo sono andati distrutti e troppi professori non torneranno in aula. Ciò che molti osservatori internazionali hanno definito un educidio, però, non è riuscito a spegnere la determinazione dei palestinesi, che nell’ultimo mese sono tornati in classe.</p>
<p><strong><a href="https://altreconomia.it/sopravvivere-a-un-educidio-ricominciano-le-lezioni-in-presenza-a-gaza" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Alessio Giordano pubblicato su Altreconomia</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tenere lo sguardo sull’Ucraina</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/tenere-lo-sguardo-sullucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 14:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[DessBg]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[Matteo Rossi, presidente del Distretto di Economia Sociale Solidale bergamasco e Sindaco del Comune di Bonate Sopra (BG) ha partecipato alla missione civile di 110 persone in visita in Ucraina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo Rossi, presidente del Distretto di Economia Sociale Solidale bergamasco e Sindaco del Comune di Bonate Sopra (BG) ha partecipato alla missione civile di 110 persone in visita in Ucraina per testimoniare vicinanza, ascolto e relazioni concrete tra popolazioni civili.</p>
<p><strong><a href="https://infosostenibile.it/notizia/tenere-lo-sguardo-sull-ucraina-racconto-della-missione-di-pace" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere il racconto della missione di pace, pubblicato su infoSOStenibile.</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una città diversa</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/una-citta-diversa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 13:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
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					<description><![CDATA[Segnaliamo un articolo di Emilia De Rienzo tratto da Comune-info.net, che parla del recente sgombero avvenuto a Torino. C’è lo sgombero avvenuto in una situazione tutt’altro che limpida. C’è poi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo un articolo di Emilia De Rienzo tratto da Comune-info.net, che parla del recente sgombero avvenuto a Torino.</p>
<p>C’è lo sgombero avvenuto in una situazione tutt’altro che limpida. C’è poi la manifestazione di sabato, con i lacrimogeni delle forze dell’ordine sparati ad altezza uomo. Ma prima di tutto quanto accade a Torino è un attacco alla possibilità di immaginare una città diversa: perché si può essere d’accordo o meno con alcune scelte e pratiche politiche, ma Askatasuna, come molti altri spazi di tante città, resta uno dei pochi luoghi di Torino capaci di costruire relazioni sociali, tra doposcuola, iniziative culturali, sport popolare, mutualismo.</p>
<p>Il cuore della questione è chiaro: a quelli che sono in alto non piace chi mette in discussione l’idea di città come spazio regolato dal mercato (grazie al quale, ad esempio, Torino ha oltre 6.000 sfratti in corso e 75mila abitazioni inutilizzate), e dall’amministrazione.</p>
<p><strong><a href="https://comune-info.net/una-citta-diversa/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo completo </a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“The Ashes of Moria”: che cosa rimane del campo profughi più grande d’Europa?</title>
		<link>https://rete-ries.it/internazionale/the-ashes-of-moria-che-cosa-rimane-del-campo-profughi-piu-grande-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 20:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[A cinque anni dall’incendio che lo ha distrutto (tra l&#8217;8 e il 9 settembre 2020) l’impatto del campo di Moria sull&#8217;isola di Lesbo in Grecia è ancora presente nelle vite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="meta-origin" data-coolorigin="https%3A%2F%2Fcollabora.rio20.net%2Fcool%2Fclipboard%3FWOPISrc%3Dhttps%253A%252F%252Fnextcloud.ripess.eu%252Findex.php%252Fapps%252Frichdocuments%252Fwopi%252Ffiles%252F271451_oc30no5v7rmv%26ServerId%3Df1fa3c04%26ViewId%3D4%26Tag%3D1270526877571f4f">
<p class="western" align="left">A cinque anni dall’incendio che lo ha distrutto (tra l&#8217;8 e il 9 settembre 2020) l’impatto del campo di Moria sull&#8217;isola di Lesbo in Grecia è ancora presente nelle vite delle persone che lo hanno vissuto, mentre l’approccio disumano alla migrazione da parte dell’Europa continua a essere quello della deterrenza, del contenimento e della detenzione.</p>
<p class="western" align="left">The Ashes of Moria (Le ceneri di Moria) è un docufilm di Davide Marchesi e Majid Bakhshi, prodotto da ColoreFilm e distribuito in Italia da Altreconomia, che ripercorre la storia di quello che è stato il simbolo del fallimento europeo in tema di “accoglienza” e “protezione”, sull’isola di Lesbo. Attraverso una serie di interviste con persone migranti che hanno vissuto nel campo greco, operatori sociali e attivisti che lo hanno conosciuto da vicino, il documentario esplora l’eredità di quell&#8217;esperienza, raccontando la durissima realtà del campo, le ripercussioni e il suo ruolo nelle politiche di detenzione e deterrenza e nei processi di integrazione.</p>
<p class="western" align="left">Il film è disponibile attraverso il canale YouTube di Altreconomia a questo link: <strong>https://youtu.be/3ISMAJPcAUg</strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MigreRETE: Quando le filiere diventano inclusive</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/migrerete-quando-le-filiere-diventano-inclusive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 15:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[#MigreRETE]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavoro agricolo migrante e filiere giuste sono al centro del dossier del progetto MigreRETE, uno strumento pensato per cambiare il modo di produrre e consumare. Cittadini e migranti diventano protagonisti di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Lavoro agricolo migrante e filiere giuste sono al centro del dossier del progetto <em>MigreRETE</em>, uno strumento pensato per cambiare il modo di produrre e consumare.</h4>
<p class="wp-block-heading">Cittadini e migranti diventano protagonisti di filiere alimentari solidali e sostenibili: un’iniziativa che dà voce alle esperienze di piccole aziende agroalimentari fondate e/o gestite da migranti.</p>
<p class="wp-block-heading">Il dossier nasce da una ricognizione territoriale delle realtà che operano nel solco dell’agroecologia, della giustizia sociale e dell’economia solidale, con l’obiettivo di mettere in rete produttori migranti e cittadini responsabili, in particolare quelli organizzati in Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), empori solidali e di comunità, nonché piattaforme etiche di acquisto.</p>
<p>Cooperative e imprese sociali nate da migranti e braccianti che, grazie alla produzione di cibo biologica e agroecologica, e a condizioni di lavoro legali e dignitose, contribuiscono a economie locali più giuste e costruiscono intorno a se’ comunità più solidali e  più accoglienti. Non sono un’utopia ma concrete storie di successo al centro del dossier<a href="https://www.arcsculturesolidali.org/wp-content/uploads/2025/09/MigreRETE-Dossier-completo.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong> <em>Cittadini Protagonisti di Filiere Agroalimentari Solidali e Sostenibili</em> </strong></a>di MigreRETE, progetto promosso da ARCS – Arci Culture Solidali APS in collaborazione con ReOrient, FairWatch, Nonna Roma e Slow Food Roma, con il sostegno dell’8×1000 della Chiesa Valdese.</p>
<p><strong><a href="https://comune-info.net/quando-le-filiere-diventano-inclusive/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Comune-info</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.arcsculturesolidali.org/wp-content/uploads/2025/09/MigreRETE-Dossier-completo.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare il dossier</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“War bond” emessi da Israele: dopo le proteste Bper se ne libera</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/war-bond-emessi-da-israele-dopo-le-proteste-bper-se-ne-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 11:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rete-ries.it/?p=245057</guid>

					<description><![CDATA[Condividiamo un articolo della rivista Altreconomia, che anticipa la pubblicazione dell’editoriale del numero di ottobre del direttore, Duccio Facchini. Il tema dei “titoli di guerra” emessi da Tel Aviv dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Condividiamo un articolo della<strong> <a href="https://altreconomia.it/war-bond-emessi-da-israele-dopo-le-proteste-bper-se-ne-libera-senza-far-troppo-rumore/" target="_blank" rel="noopener">rivista Altreconomia</a>,</strong> che anticipa la pubblicazione dell’editoriale del numero di ottobre del direttore, Duccio Facchini.</p>
<p>Il tema dei “titoli di guerra” emessi da Tel Aviv dopo il 7 ottobre per finanziare anche l’idrovora militare e quindi l’aggressione contro Gaza e la Cisgiordania è ancora attualissimo e controverso.</p>
<p>Quando la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967, <strong>Francesca Albanese</strong>, dedica un intero rapporto all’economia dell’occupazione che in Palestina si è fatta <strong>“economia del genocidio”</strong> non lo fa per caso. Squarciare il velo degli interessi economici e fare i nomi delle più importanti multinazionali del Pianeta coinvolte costa caro. Gli Stati Uniti l’hanno infatti “colpita al cuore” imponendole sanzioni illegali e aberranti che -per l’ignavia della Commissione europea e del governo italiano- le impediscono persino di aprire un conto corrente nel Paese in cui è nata (<strong><a href="https://youtu.be/MHKnIOeyNXk" target="_blank" rel="noopener">si veda la conferenza che Altreconomia ha svolto al Senato il 4 settembre).</a></strong></p>
<p>Altreconomia è tornata a interpellare le principali banche italiane e ci informa delle risposte di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm. E il caso spiazzante di Bper (Arca Fondi).</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Per <strong>scaricare il report</strong> di Francesca Albanese &#8220;From economy of occupation to economy of genocide&#8221;:</p>
<ul>
<li><a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/dalleconomia-di-occupazione-alleconomia-di-genocidio-il-nuovo-rapporto-di-francesca-albanese-denuncia-la-complicita-aziendale-e-accademica-nel-sistema-israeliano-nei-territori-palestinesi-occupati" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clicca qui per la versione in inglese dal sito del Centro di Ateneo per i diritti umani A.Papisca </strong></a></li>
<li><strong><a href="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/09/Rapporto-Francesca-Albanese.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare la versione del report in italiano</a></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
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