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	<title>Pubblicazioni | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>Pubblicazioni | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Tassare i ricchi?</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/tassare-i-ricchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 23:25:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valori]]></category>
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					<description><![CDATA[Tax the rich? è un dossier di &#8220;Valori&#8221; che affronta il tema della tassazione dei grandi patrimoni, argomento che  divide perché riguarda una scelta politica fondamentale: chi deve finanziare il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tax the rich? è un dossier di &#8220;Valori&#8221; che affronta il tema della tassazione dei grandi patrimoni, argomento che  divide perché riguarda una scelta politica fondamentale: chi deve finanziare il welfare e la transizione, e chi oggi ne è in larga parte escluso.</p>
<p>Patrimoniali e tasse di successione mettono in discussione rendite e privilegi consolidati.<br />
Guardare a come funzionano in Europa e ai loro effetti sulle disuguaglianze serve a una cosa sola: riportare la ricchezza dentro un patto sociale che renda la società più giusta, solidale e democratica.</p>
<p><em><strong><a href="https://valori.it/dossier/tassazione-grandi-patrimoni/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare il dossier dal sito della rivista Valori </a></strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ZeroArmi 2025. Il report è online</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/zeroarmi-2025-il-report-e-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 23:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[BancaEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza dusarnata]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione finanza etica]]></category>
		<category><![CDATA[Rete pace e disarmo]]></category>
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					<description><![CDATA[È possibile scaricare l’edizione 2025 di ZeroArmi, lo strumento di valutazione che analizza il grado di coinvolgimento delle principali banche italiane nel settore della produzione, del commercio e dell’export di armamenti.  Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementor-element elementor-element-1934c84 blue pt-4 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="1934c84" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
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<p data-olk-copy-source="MailCompose">È possibile scaricare l’edizione 2025 di ZeroArmi, lo strumento di <b>valutazione che analizza il grado di coinvolgimento delle principali banche italiane nel settore della produzione, del commercio e dell’export di armamenti. </b></p>
<p data-olk-copy-source="MailCompose">Il progetto è realizzato da <strong>Rete Italiana Pace e Disarmo</strong> in collaborazione con<strong> Fondazione Finanza Etica</strong>.<br />
È realizzato grazie all’erogazione liberale di Etica Sgr, società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica.<br />
<b><br />
</b>Nato per rispondere a una persistente carenza di informazioni pubbliche su un comparto ad alto impatto sociale e politico, ZeroArmi intende rendere più leggibili e comparabili le relazioni tra sistema bancario e industria militare, contribuendo a rafforzare la trasparenza finanziaria e la consapevolezza delle persone risparmiatrici.</p>
</div>
</div>
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<p>L’edizione 2025 del rapporto prende in esame <b>24 gruppi bancari</b> italiani, selezionati sulla base dei flussi di cassa 2023/2024.</p>
<p>Per la prima volta in questa edizione 2025, l’analisi è stata inoltre estesa in modo sistematico alle policy adottate dai gruppi bancari sul settore degli armamenti, con particolare attenzione alla chiarezza dei criteri di esclusione, al perimetro di applicazione e ai meccanismi di implementazione. Il risultato complessivo della valutazione è espresso attraverso un punteggio sintetico: valori più bassi corrispondono a un minore livello di coinvolgimento nel comparto militare, mentre punteggi più elevati indicano una maggiore esposizione e/o una minore trasparenza delle pratiche adottate.</p>
<p>I <strong>risultati</strong> della valutazione ZeroArmi restituiscono un quadro <strong>fortemente differenziato</strong> del coinvolgimento delle banche italiane nel settore degli armamenti. La lettura dei punteggi consente di distinguere tra situazioni di <strong>coinvolgimento nullo o minimo</strong>, livelli di <strong>coinvolgimento moderato</strong>, forme di <strong>coinvolgimento significativo</strong> e, nei casi più estremi, un <strong>coinvolgimento pieno</strong> e strutturato nelle attività legate alla produzione e al commercio di armi.<br />
L’esclusione totale e strutturale del comparto militare riguarda un <strong>solo istituto</strong>. Una parte rilevante delle banche analizzate presenta invece punteggi riconducibili a un <strong>coinvolgimento minimo</strong>, mentre la quota più ampia degli istituti si colloca su <strong>livelli intermedi</strong>, che indicano un coinvolgimento non episodico, ma nemmeno centrale nel modello di business complessivo.<br />
Emergono inoltre casi in cui il coinvolgimento risulta <strong>significativo</strong>, segnalando una relazione più stabile e integrata con il settore degli armamenti, e un numero più ristretto di istituti caratterizzati da <strong>livelli molto elevati di esposizione</strong>. Questi ultimi casi sono prevalentemente associati a gruppi bancari di grandi dimensioni e con un ruolo sistemico, dotati di una maggiore capacità di intercettare e gestire flussi finanziari complessi, anche su scala internazionale.</p>
<p>Un elemento trasversale che incide in modo determinante sulla lettura dei risultati è la <strong>trasparenza</strong>. In diversi casi, la limitata disponibilità di informazioni pubbliche rappresenta essa stessa un fattore rilevante della valutazione, rendendo più difficile distinguere tra scelte marginali e coinvolgimenti strutturati. Al contrario, laddove gli istituti hanno scelto di condividere informazioni aggiuntive nell’ambito del percorso di engagement, è stato possibile restituire una rappresentazione più accurata e differenziata delle pratiche adottate.</p>
<p><em><strong><a href="https://finanzadisarmata.it/risorse/zero-armi/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per accedere al sito e scaricare il report</a></strong></em></p>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La guerra a Gaza e l&#8217;importanza dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/la-guerra-a-gaza-e-limportanza-dellinformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 12:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;impotenza che sperimentiamo assistendo alla terribile guerra che si sta svolgendo a Gaza, non ci deve esimerci dal dovere di informarci, conoscere e capire. A tale scopo ci viene in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impotenza che sperimentiamo assistendo alla terribile guerra che si sta svolgendo a Gaza, non ci deve esimerci dal dovere di informarci, conoscere e capire. A tale scopo ci viene in aiuto la rivista Altreconomia, socia Ries, da sempre impegnata per un&#8217;informazione indipendente e di qualità, che continua a mantenere alta l&#8217;attenzione su Gaza e il conflitto israelo-palestinese fornendo preziosi contenuti di approfondimento.</p>
<p>Grazie a Margherita Capacci Altreconomia offre un <em><strong><a href="https://altreconomia.musvc2.net/e/tr?q=7%3dEa4ULc%26m%3dU%262%3dY2YI%26L%3d8XEa3%26O%3dvQuJ7_ORwd_ZB_LezQ_VT_ORwd_YG5zQs9qLoI1Fb.C8_ORwd_YG5wRuC-rFtO18oC-z8-h5D8-iO18oC88sCoK-gI9Ke58FpH-08-dI2QsI-wI-eC6FuN3-FoNsOo5DFpHoIf_LezQ_VT_ORwd_ZGO8J_tI9Od9_6xTt_Gko9APm98QfL_6xTt_FcvN1_Jf8wRn_LezQ_WRBn5wI_sugw_3Z9Qn_7oJq5wDo_LezQ_WRuMUEc3YbhOw%26r%3dJvM003.HsQ%26jM%3dEc8cM%26Qt%3dVNY6dJX5o8b2UNa0YH%26E%3deZJafVFY9arZ3dN92dsCc7HBgdo0fYKb2Vp0bXFB8VFB2YFcdaKCeZKX8dHa8WJA&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://altreconomia.musvc2.net/e/tr?q%3D7%253dEa4ULc%2526m%253dU%25262%253dY2YI%2526L%253d8XEa3%2526O%253dvQuJ7_ORwd_ZB_LezQ_VT_ORwd_YG5zQs9qLoI1Fb.C8_ORwd_YG5wRuC-rFtO18oC-z8-h5D8-iO18oC88sCoK-gI9Ke58FpH-08-dI2QsI-wI-eC6FuN3-FoNsOo5DFpHoIf_LezQ_VT_ORwd_ZGO8J_tI9Od9_6xTt_Gko9APm98QfL_6xTt_FcvN1_Jf8wRn_LezQ_WRBn5wI_sugw_3Z9Qn_7oJq5wDo_LezQ_WRuMUEc3YbhOw%2526r%253dJvM003.HsQ%2526jM%253dEc8cM%2526Qt%253dVNY6dJX5o8b2UNa0YH%2526E%253deZJafVFY9arZ3dN92dsCc7HBgdo0fYKb2Vp0bXFB8VFB2YFcdaKCeZKX8dHa8WJA%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1749725848805000&amp;usg=AOvVaw0Di5SBAGZPHiPGpiXprD8W">approfondimento</a></strong></em> che spiega perché l&#8217;incarico del governo israeliano alla Gaza humanitarian Foundation per la distribuzione di cibo nella Striscia va contro il diritto internazionale.</p>
<p>Alessio Giordano, invece, dà conto del<em><strong> <a href="https://altreconomia.musvc2.net/e/tr?q=3%3dGWPQNY%269%3dQ%264%3dUNUK%26H%3dTTGWO%26K%3dxMGF9_Knsf_VX_Hgvm_RV_Knsf_Uc12ME5sHAE3Bx.90_Knsf_Uc92-6BB6H-950495-t89-75O2H4H-A504AOqAH-12E2-E80xDySM1FBBDy-I2H-y-76HyMG9-AFxDy-GBD-qE9948xJu_Knsf_Uc_Hgvm_SVNGC_9HHHs8_Eqis_Pd48JI28GJuK_Eqis_OVAM0_Cu76K3_Knsf_Va5346B_8tpp_HYHJ3_6xC64674_Knsf_VanbTNVHXkadv%261%3dCALI3H.G2J%26yL%3dNVMbV%26J1q4x9%3dUWRKcSQGTWTOXQ%268%3drc34vWPZsVT4HaWZvZR2NZUStYxTL9RSO6NRGUQ3s7U5N81QIUN3qUNRL83TI43T&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://altreconomia.musvc2.net/e/tr?q%3D3%253dGWPQNY%25269%253dQ%25264%253dUNUK%2526H%253dTTGWO%2526K%253dxMGF9_Knsf_VX_Hgvm_RV_Knsf_Uc12ME5sHAE3Bx.90_Knsf_Uc92-6BB6H-950495-t89-75O2H4H-A504AOqAH-12E2-E80xDySM1FBBDy-I2H-y-76HyMG9-AFxDy-GBD-qE9948xJu_Knsf_Uc_Hgvm_SVNGC_9HHHs8_Eqis_Pd48JI28GJuK_Eqis_OVAM0_Cu76K3_Knsf_Va5346B_8tpp_HYHJ3_6xC64674_Knsf_VanbTNVHXkadv%25261%253dCALI3H.G2J%2526yL%253dNVMbV%2526J1q4x9%253dUWRKcSQGTWTOXQ%25268%253drc34vWPZsVT4HaWZvZR2NZUStYxTL9RSO6NRGUQ3s7U5N81QIUN3qUNRL83TI43T%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1749725848805000&amp;usg=AOvVaw3FxCtyCUM_izOmal69zFxK">colpo letale dell&#8217;esecutivo di Benjamin Netanyahu</a></strong></em> alle organizzazioni per i diritti umani non allineate.</p>
<p>Ricordiamo inoltre l&#8217;interessante <a href="https://altreconomia.it/la-guerra-dei-giornalisti/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Podcast &#8220;La guerra dei giornalisti a Gaza, in Israele e Palestina&#8221; </strong></em></a>a cura di Anna Maria Selini<br />
La narrazione parte inevitabilmente dal 7 ottobre e fin da subito si concentra su un aspetto fondamentale di ogni guerra: la copertura mediatica. Il podcast racconta la storia di quello che è successo in Israele, nella Striscia di Gaza, ma anche in Cisgiordania, attraverso la lente di chi si trova o dovrebbe trovarsi in prima linea, ovvero giornaliste e giornalisti. Dovrebbe, perché uno degli elementi che ha contraddistinto l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza è stato proprio il divieto di ingresso per i giornalisti stranieri.</p>
<p>Infine segnaliamo il libro edito da Altreconomia <strong>&#8220;Guerra all’antisemitismo? Il panico morale come strumento di repressione politica&#8221;</strong> di Donatella della Porta, professoressa di Scienza Politica, prima preside della Facoltà di Scienze Politico Sociali e coordinatrice del dottorato in Political Science and Sociology alla Scuola Normale Superiore a Firenze, dove dirige il Centre on Social Movement Studies (Cosmos). Fra i suoi principali temi di ricerca ci sono i movimenti sociali, la violenza politica, la corruzione, la democrazia e la partecipazione politica. <a href="https://altreconomia.it/prodotto/guerra-allantisemitismo/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Cliccando qui</strong> </em></a>si può  accedere ad un&#8217;anteprima del libro, vedere il video della registrazione di un incontro con l&#8217;autrice e leggere varie recensioni del libro,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come ne usciremo: un racconto che arriva dal futuro</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/come-ne-usciremo-un-racconto-che-arriva-dal-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 20:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Saroldi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rete-ries.it/?p=244599</guid>

					<description><![CDATA[Domenica 16 marzo 2025 alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” è stato presentato il libro “Come ne usciremo” di autori vari a cura di Fabio Deotto, che ha la particolarità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 16 marzo 2025 alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” è stato presentato il libro “Come ne usciremo” di autori vari a cura di Fabio Deotto, che ha la particolarità di essere scritto &#8230;.nel futuro.</p>
<p>L&#8217;opera infatti &#8220;risale&#8221; al 2041, dopo la pubblicazione del “World Development Report” della Banca Mondiale che mostra che il collasso temuto vent&#8217;anni prima è stato evitato, ma non è una celebrazione del risultato raggiunto.</p>
<p>L&#8217;autore raccoglie nel libro otto articoli pubblicati tra il 2031 ed il 2040 che offrono una lettura alternativa e mostrano quello che è successo e quel che ancora c&#8217;è da fare.</p>
<p><em><strong><a href="https://economiasolidale.net/content/come-ne-siamo-usciti" target="_blank" rel="noopener">Ce ne parla Andrea Saroldi nell&#8217;articolo che potete leggere cliccando qui</a></strong></em>, grazie ad un misterioso &#8220;collegamento spazio-temporale&#8221; che ha permesso all&#8217;editore Terre di Mezzo di rendere disponibile un certo numero di copie del libro&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nella foto di Andrea Saroldi: Fabio Deotto presenta “Come ne usciremo” a “Fa’ la cosa giusta!” 2025.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ECOnGOOD presenta la Matrice del Bene Comune 5.1 – organizzazioni</title>
		<link>https://rete-ries.it/formazione/econgood-presenta-la-matrice-del-bene-comune-5-1-organizzazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 10:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[econgood]]></category>
		<category><![CDATA[Economia del Bene Comune]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rete-ries.it/?p=244463</guid>

					<description><![CDATA[ECOnGOOD lancia la versione 5.1 della Matrice del Bene Comune, uno strumento di valutazione aggiornato per promuovere pratiche etiche e sostenibili nelle organizzazioni. E’ stata ufficialmente lanciata la Matrice del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><b>ECOnGOOD lancia la versione 5.1 della Matrice del Bene Comune, uno strumento di valutazione aggiornato per promuovere pratiche etiche e sostenibili nelle organizzazioni.</b></h3>
<p><b>E’ stata ufficialmente lanciata la Matrice del Bene Comune 5.1! Questo modello per lo sviluppo organizzativo valuta un’ampia gamma di aspetti aziendali attraverso indicatori chiave che esplorano l’intersezione tra valori (dignità umana, solidarietà e giustizia sociale, sostenibilità ambientale, trasparenza e co-determinazione) e stakeholder (fornitori, proprietari, investitori e fornitori di servizi finanziari, lavoratori, clienti, partner commerciali, comunità globale, Natura ed esseri viventi).</b></p>
<h4><b>Comprendere la Matrice del Bene Comune</b></h4>
<p>Ciò che distingue il modello dell’Economia del Bene Comune dalle altre alternative è la sua applicabilità pratica, adattabilità e la capacità di misurare concetti precedentemente intangibili come etica e sostenibilità. Questa flessibilità metodologica consente di adattare strumenti a livelli micro, meso e macroeconomici a diversi contesti sociali, culturali, economici e giuridici, mantenendo i punteggi comparabili. Questo aspetto è cruciale nell’attuale panorama globale in rapido cambiamento.</p>
<p>La struttura di base della Matrice rimane invariata: i valori sono rappresentati nelle colonne, mentre le righe riflettono i cinque gruppi di stakeholder con cui un’organizzazione ha maggiormente a che fare, dando origine ai <b>20 Temi del Bene Comune</b> che descrivono e valutano il contributo dell’organizzazione al bene comune. A loro volta, ciascuno di questi temi è suddiviso in due o più aspetti.</p>
<p>La Matrice è il cuore del Bilancio del Bene Comune, un report completo dell’orientamento di un’organizzazione verso il Bene Comune. Il Bilancio del Bene Comune chiarisce come ciascun valore venga applicato rispetto al gruppo di stakeholder corrispondente, quale sia il potenziale del tema e quali aree offrano opportunità di crescita.</p>
<h4><b>Miglioramento continuo per il Bene Comune</b></h4>
<p>Il passaggio dalla Matrice 5.0, utilizzata dal 2017 al 2024, alla nuova Matrice 5.1 segna una tappa significativa nell’evoluzione della Matrice del Bene Comune. In particolare, la Matrice 5.1 è la prima versione creata direttamente in inglese, a dimostrazione della crescente diffusione e attrattiva internazionale di questo strumento. Le versioni precedenti erano state inizialmente sviluppate in tedesco e successivamente tradotte in inglese, spagnolo e italiano, un processo che testimonia la crescita e l’adattamento del movimento a un pubblico globale. Per la prima volta, le versioni Compact e Full sono allineate e possono essere sottoposte a verifica dagli auditor di ECOnGOOD. Sono attualmente in corso le traduzioni in altre lingue.</p>
<p>La versione 5.1 porta con sé diversi aggiornamenti e modifiche importanti mirati a migliorare l’efficacia e la coerenza dello strumento. Questo aggiornamento riflette l’impegno nell’incorporare i feedback degli stakeholder, perfezionare i contenuti, migliorare il linguaggio e garantire una struttura più organizzata e coesa. Inoltre, è stato posto l’accento sulla creazione di livelli di valutazione più armonizzati.</p>
<p>Entrambe le versioni della Matrice coesisteranno fino al rilascio della versione 6.0. Questo approccio assicura che le organizzazioni con Report validi che utilizzano la Matrice 5.0 non siano costrette ad aggiornare immediatamente le loro valutazioni, evitando così stress o pressioni aggiuntive. Tuttavia, le nuove organizzazioni e quelle che sono in fase di rivalutazione sono incoraggiate a completare i loro report utilizzando la nuova versione 5.1 per beneficiare dei suoi miglioramenti e rimanere al passo con gli ultimi standard.</p>
<h4><b>Miglioramenti nella Matrice 5.1</b></h4>
<p>I principali miglioramenti includono la limitazione dei cambiamenti nel punteggio al minimo necessario per mantenere la comparabilità con la versione 5.0, pur preparando gradualmente il terreno per gli aggiornamenti previsti nella versione 6.0. Il linguaggio e l’aspetto professionale della matrice sono stati migliorati, e i processi di sviluppo, rilascio, documentazione e digitalizzazione sono stati riprogettati per aumentare la chiarezza e la coerenza nella valutazione.</p>
<p>Sono stati effettuati diversi aggiustamenti generali per migliorare l’inclusività e la chiarezza. Ad esempio, “company” e “firm” sono stati sostituiti con “organisation” per includere meglio entità non profit e autogestite. I “compulsory indicators” sono ora chiamati “verification indicators”, e è stato introdotto il principio “report or explain”, che consente la verifica tramite spiegazioni su omissioni o non-disclosure al pubblico agli auditor. Inoltre, la generalizzazione del Baseline con il comportamento lecito è stata chiarita nella definizione dei livelli di valutazione.</p>
<p>L’introduzione ora include un tema obbligatorio, “purpose” (scopo), che non influisce sul punteggio e la menzione del marchio ECOnGOOD. Inoltre, sono stati introdotti nuovi argomenti sotto il valore della sostenibilità ambientale. È stata riveduta la descrizione del gruppo di stakeholder “Comunità globale” e sono state chiarite le descrizioni del modello a step con livelli di valutazione armonizzati.</p>
<p>Altre considerazioni riguardano distinzioni più chiare tra fornitori diretti e indiretti e catene del valore, una comprensione più ampia della diversità per includere persone disabili e con bisogni speciali, e una prospettiva obbligatoria sul ciclo di vita che copre biodiversità, circolarità, eco-efficienza e sufficienza. È stata posta particolare attenzione sulla trasparenza nella valutazione dei flussi informativi sia interni che esterni, riconoscendo anche altri framework di reporting.</p>
<h4><b>Supportare il Bene Comune</b></h4>
<p>Aziende, organizzazioni non profit, professionisti e altre realtà possono ora utilizzare il Bilancio del Bene Comune con la Matrice 5.1 per allinearsi più da vicino ai principi che promuovono il bene comune, incentivando il miglioramento continuo delle loro operazioni e dell’impatto complessivo.</p>
<p>Per garantire una transizione fluida alla Matrice 5.1, i consulenti e gli auditor di ECOnGOOD stanno partecipando a programmi di formazione completi. Questi professionisti stanno acquisendo le conoscenze e le competenze necessarie per guidare le organizzazioni nel processo di Bilancio utilizzando la Matrice aggiornata, permettendo loro di sfruttare appieno le nuove funzionalità e miglioramenti nel loro percorso verso una maggiore sostenibilità e pratiche etiche.</p>
<p><em><strong><a href="https://www.economia-del-bene-comune.it/wp-content/uploads/2025/02/ECOnGOOD_M5.1_Full_EN_PRINT.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scopri la Matrice del Bene Comune 5.1 (versione in inglese)</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="https://www.economia-del-bene-comune.it/wp-content/uploads/2025/02/ECOnGOOD_M5.1_Workbook_EN.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scopri il Manuale del Bene Comune 5.1 (al momento disponibile in inglese)</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo numero dei &#8220;Quaderni della decrescita&#8221;</title>
		<link>https://rete-ries.it/formazione/nuovo-numero-dei-quaderni-della-decrescita-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni della decrescita]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Decrescere per ben crescere&#8221; è il titolo dell&#8217;ultimo numero dei Quaderni della decrescita, il periodico di economia, società e politica uscito da poco. In questo numero centrato sulla questione pedagogica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Decrescere per ben crescere&#8221; è il titolo dell&#8217;ultimo numero dei Quaderni della decrescita, il periodico di economia, società e politica uscito da poco.</p>
<p>In questo numero centrato sulla questione pedagogica i Quaderni provano a mettersi in contatto con il mondo sempre più alieno della scuola. Bambine e bambini, studenti, insegnanti, personale tecnico e amministrativo, dirigenti, genitori invocano una diversa pedagogia. Non vogliono farsi soffocare dalla retorica del merito, della patria e dell’ordine tecnico. La MONOGRAFIA tratta di pedagogia e didattica, di saperi e di relazioni sensibili. La “transizione” ha inizio qui.</p>
<p>Molti sono gli autori coinvolti in questo numero, tra cui anche Jason Nardi, Presidente di Ries, il cui contributo dal titolo &#8220;<em><strong><a href="https://quadernidelladecrescita.it/2025/01/01/economia-sociale-solidale-in-europa-un-movimento-emergente-con-una-visione-comune/" target="_blank" rel="noopener">Economia sociale solidale in Europa: un movimento emergente con una visione comune</a></strong></em>&#8221; parla delle alternative all’economia finanziarizzata e di mercato che vanno ricercate<br />
nel mondo dell’economia eco-solidale, dei beni comuni e della condivisione.</p>
<p><em><strong><a href="https://quadernidelladecrescita.it/" target="_blank" rel="noopener">Cliccando qui si può leggere e scaricare</a></strong></em> sia l&#8217;ultimo numero sia quelli precedenti (<em>licenza open access e creative commons)</em></p>
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		<item>
		<title>Nucleare e transizione energetica</title>
		<link>https://rete-ries.it/risorse/pubblicazioni/nucleare-e-transizione-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 15:27:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ItaliaCheCambia]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il dibattito sul nucleare è un dibattito acceso e polarizzante. A volte strumentale e mosso da interessi, ma in altri casi vero e sentito, soprattutto all’interno dei mondi ecologisti. Ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="h2 single__metaDescription">Il dibattito sul nucleare è un dibattito acceso e polarizzante. A volte strumentale e mosso da interessi, ma in altri casi vero e sentito, soprattutto all’interno dei mondi ecologisti.<br />
Ma di cosa parliamo quando parliamo di nucleare oggi? E come mai, nonostante i pericoli di questa tecnologia, secondo alcuni potrebbe darci una mano nella transizione energetica?</p>
<p class="h2 single__metaDescription">Queste ed altre domande sono state al centro della puntata n. 25 di &#8220;Io non mi rassegno +&#8221;, il format di Italia Che Cambia in cui Andrea Degli Innocenti ha dialogato con Giovanni Montagnani, ingegnere con un phd in ingegneria elettronica nucleare e attivista per il clima.</p>
<p><em><strong><a href="https://www.italiachecambia.org/2025/01/nucleare-e-transizione-energetica-25/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per accedere alla puntata, sul sito di Italia Che Cambia </a><br />
</strong></em><em>(Accesso libero a parte dell&#8217;intervista. Accesso completo agli abbonati)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Approfondimento su Serge Latouche</title>
		<link>https://rete-ries.it/formazione/approfondimento-su-serge-latouche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 14:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Duccio Facchini]]></category>
		<category><![CDATA[Serge Latouche]]></category>
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					<description><![CDATA[Duccio Facchini, direttore della rivista Altreconomia, ha ripercorso il pensiero del grande economista francese Serge Latouche nella puntata del 25 dicembre scorso di Wikiradio &#8211; Le voci della storia, andata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Duccio Facchini, direttore della rivista Altreconomia, ha ripercorso il pensiero del grande economista francese Serge Latouche nella puntata del 25 dicembre scorso di Wikiradio &#8211; Le voci della storia, andata in onda su Radio3.</div>
<div dir="auto">Il fallimento della società della crescita, la decolonizzazione dell’immaginario, un altro modello possibile a partire da una radicale critica allo sviluppo: questi sono alcuni dei temi affrontati da Serge Latouche, verso una felicità che non sia prigioniera dell’economia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><em><strong>Cliccando qui puoi riascoltare la puntata di &#8220;Wikiradio. Le voci della storia&#8221;, su RaiPlaySound</strong></em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Un libro per rilanciare il pensiero e il movimento pacifista</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/un-libro-per-rilanciare-il-pensiero-e-il-movimento-pacifista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 23:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[pacifismo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;aiuola che ci fa tanto feroci Antologia contro la guerra: pacifismo, obiezione di coscienza, disobbedienza civile&#8221; Questo è il titolo di una nuova pubblicazione nel catalogo libri di Altreconomia, disponibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>&#8220;L&#8217;aiuola che ci fa tanto feroci<br />
Antologia contro la guerra: pacifismo, obiezione di coscienza, disobbedienza civile&#8221;</h2>
<p>Questo è il titolo di una nuova pubblicazione nel catalogo libri di Altreconomia, disponibile nelle librerie dal 24 gennaio.</p>
<p>L&#8217;autore, Giulio Marcon propone un&#8217;antologia contro la guerra che raccoglie teorie, pratiche e testimonianze del pacifismo, dell&#8217;obiezione di coscienza e della disobbedienza civile. Testi filosofici, religiosi e giuridici, insieme a narrazioni e poesie di uomini e donne in diverse epoche e culture.</p>
<p>Mai come oggi le guerre occupano il nostro presente. È urgente rilanciare il pensiero e il movimento pacifista. Nel dibattito pubblico e tra i nostri simili.</p>
<p><em><strong><a href="https://altreconomia.it/prodotto/laiuola-che-ci-fa-tanto-feroci/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per maggiori informazioni</a></strong></em></p>
<p><a href="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/01/Cop_AIUOLA_Sito.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-244293" src="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/01/Cop_AIUOLA_Sito-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/01/Cop_AIUOLA_Sito-195x300.jpg 195w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/01/Cop_AIUOLA_Sito.jpg 666w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></a></p>
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		<item>
		<title>Nuovo numero dei Quaderni della decrescita</title>
		<link>https://rete-ries.it/formazione/nuovo-numero-dei-quaderni-della-decrescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 21:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni della decrescita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rete-ries.it/?p=244039</guid>

					<description><![CDATA[E&#8217; uscito il nuovo numero dei Quaderni della decrescita, come al solito ricco di contenuti, di cui consigliamo la lettura. Al cuore di questa edizione c&#8217;è la MONOGRAFIA su Marxismo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscito il nuovo numero dei Quaderni della decrescita, come al solito ricco di contenuti, di cui consigliamo la lettura.</p>
<p>Al cuore di questa edizione c&#8217;è la MONOGRAFIA su <em>Marxismo e decrescita </em>(curata e introdotta da <strong>Mauro Bonaiuti, Alice Dal Gobbo, Emanuele Leonardi, Dario Padovan, Antonio Pignatto</strong>) che raccoglie i frutti di un lavoro preparatorio durato due anni e i contributi di una nutrita schiera di studiosi.</p>
<p>Il tema è complicato. Comunismo e decrescita sono due “parole bomba” che vanno maneggiate con cura. Quali possono essere i punti di contatto tra i “rossi” e i “verdi”? Ne scrive in chiave storica <strong>Paolo Cacciari</strong>. Rimane il fatto che l’idea di una società della decrescita contamina sempre più frequentemente altri pensieri e altri movimenti sociali. Lo raccontano in apertura dei Quaderni <strong>Bruno Mazzara </strong>e <strong>Daniela Passeri </strong>di ritorno dall’ultima Conferenza internazionale sulla decrescita organizzata a Pontevedra nel giugno scorso, per la prima volta assieme alla associazione europea degli Economisti ecologici.</p>
<p><em><strong><a href="https://www.decrescita.it/il-nuovo-numero-dei-quaderni-della-decrescita/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere l&#8217;articolo del sito decrescita.it che illustra gli altri numerosi contenuti trattati nell&#8217;ultimo numero dei Quaderni</a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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