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	<title>convergenze | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>CSA: 9° Simposio internazionale di URGENCI &#8211; Seminare solidarietà, coltivare comunità</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 23:25:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo scorso 11-13 dicembre si è tenuto l&#8217;incontro internazionale (simposio) di URGENCI, rete internazionale delle Comunità a sostegno dell&#8217;agricoltura (CSA).  Per RIES ha partecipato Jason Nardi.  Riportiamo qui il resoconto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 11-13 dicembre si è tenuto l&#8217;incontro internazionale (simposio) di URGENCI, rete internazionale delle Comunità a sostegno dell&#8217;agricoltura (CSA).  Per RIES ha partecipato Jason Nardi.  Riportiamo qui il resoconto della presidente di URGENCI,  Isabel Alvarez Vispo.</p>
<p>“Seminare solidarietà, coltivare comunità”. Questo era il motto sotto cui un centinaio di persone provenienti da tutto il mondo si sono riunite al nono simposio internazionale di URGENCI a Villarceaux, in Francia..</p>
<p>Questo incontro è stato speciale per molte ragioni. La prima è che l&#8217;ultimo incontro, che avrebbe dovuto tenersi a Manaus nel 2021, ha dovuto svolgersi online a causa del COVID e, sebbene sia stato un buon simposio, non è stato un incontro faccia a faccia, il che ha lasciato molti abbracci in sospeso. Il secondo motivo era il contesto globale, molto complicato per alcuni ed estremamente violento per altri. È un contesto caratterizzato dall&#8217;estrattivismo e dalla distruzione, che rende sempre più difficile il lavoro di chi si occupa di iniziative volte a sostenere la vita. Il terzo motivo è che siamo una rete in continua crescita, con molti nuovi membri che si uniscono a noi, con molto da condividere e molte sfide da affrontare insieme. Per tutti questi motivi, siamo arrivati con molta energia e un grande desiderio di scambiare idee, imparare e anche stabilire priorità e percorsi per la rete e per il cibo sostenuto dalla comunità nei prossimi anni.</p>
<p>A tal fine, abbiamo messo insieme un programma di tre giorni che cercava di coprire le diverse questioni che affrontiamo, al fine di discuterne e anche di scambiare le diverse pratiche che stiamo sviluppando. Una parte fondamentale di questo programma era avere il tempo di incontrarci e scambiarci ciò che stiamo facendo.</p>
<p>Il primo giorno è stato interamente dedicato alla scoperta del luogo in cui avremmo alloggiato e delle persone con cui avremmo trascorso i giorni successivi. Lo abbiamo fatto attraverso visite sul campo, attività condivise e, soprattutto, come ci piace fare, condividendo il cibo accompagnato dalle esperienze di chi lo produce e lo sostiene.</p>
<p>Avere il tempo di conoscersi e creare uno spazio per le relazioni è stato il primo passo necessario per generare uno scambio nei diversi gruppi di lavoro nei giorni successivi. Si trattava di gruppi eterogenei in cui gli agricoltori avevano i propri spazi per scambiarsi pratiche ed esperienze, discutendo di cambiamenti climatici, del lavoro di advocacy politica della rete a livello locale e internazionale, del diritto al cibo e a un&#8217;alimentazione adeguata, dei femminismi, dell&#8217;intersezionalità e di come costruire spazi sicuri all&#8217;interno dei nostri movimenti o rafforzare la nostra comunicazione interna ed esterna per comprendere meglio e sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su ciò che facciamo. È stato particolarmente difficile, ma molto necessario, avere uno spazio specifico in cui ascoltare le voci delle regioni in cui la fame e il cibo sono usati come armi di guerra.</p>
<p>Sulla base di tutto ciò e della ricchezza di conoscenze che sono state condivise, abbiamo identificato le nostre principali sfide e raccolto idee e priorità per i prossimi anni.</p>
<p>Sono stati giorni di duro lavoro, che non sarebbero stati possibili senza le numerose persone che hanno lavorato instancabilmente per organizzare e sostenere questo incontro. Dall&#8217;incredibile team tecnico della nostra rete, ai volontari, agli interpreti, senza i quali sarebbe stato molto più difficile avere scambi così ricchi, agli agricoltori della zona che ci hanno aperto le loro porte per permetterci di vedere con i nostri occhi la realtà locale.</p>
<p>La stessa struttura dell&#8217;incontro e la sua sostenibilità sono una dimostrazione di chi siamo: una rete di attivisti che lavorano insieme, apprezzando la ricchezza e rispettando anche le differenze all&#8217;interno della nostra diversità, per continuare a tessere percorsi verso la sovranità alimentare. Una rete di persone collegate tra loro, ma anche ai territori e agli ecosistemi che ci circondano, che comprendono la cura come qualcosa di essenziale per chi siamo e cosa facciamo.</p>
<p>Insomma, una rete che continua a seminare solidarietà, a coltivare comunità e, in questi giorni di incontro, a raccogliere forza e speranza. Continuiamo a seminare.</p>
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