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	<title>Descrescita | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>Descrescita | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Le vie della decrescita – 2° edizione</title>
		<link>https://rete-ries.it/evento/le-vie-della-decrescita-2-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Descrescita]]></category>
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					<description><![CDATA[Più evidenti si fanno i segni della (poli)crisi ecologica, sociale, geopolitica del nostro tempo, più si fa strada la necessità di uscire dall’imperativo della crescita per la crescita. Ma sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più evidenti si fanno i segni della (poli)crisi ecologica, sociale, geopolitica del nostro tempo, più si fa strada la necessità di uscire dall’imperativo della crescita per la crescita. Ma sul come fare ad invertire il corso suicida della storia le idee – per fortuna! – sono molte. Anche nel nostro mondo degli obiettori della crescita si discute e ci si confronta, cercando sempre di tenere assieme visioni di futuro e pratiche trasformative.</p>
<p>Lo scorso anno ci si è dati appuntamento a Calambrone per discutere di questi temi per alcuni giorni nell’incontro intitolato Le vie della decrescita, organizzato congiuntamente dalla rivista Quaderni della Decrescita, dall’Associazione per la decrescita e dal Movimento per la decrescita felice.</p>
<p>S&#8217; è poi deciso di ripetere l’esperienza, nella stessa località, da venerdì 28 a domenica 30 novembre. L’incontro, in forma residenziale, si svolgerà dalla sera di venerdì 28, per tutta la giornata di sabato 29 e la mattina di domenica 30 e avrà come filo conduttore l’impatto che il pensiero e le pratiche della decrescita possono avere sui movimenti sociali e sull’opinione pubblica, sulle organizzazioni sindacali ed economiche, sulle istituzioni politiche ad ogni livello nelle<br />
drammatiche contingenze che stiamo vivendo.</p>
<p><a href="https://decrescita.it/decrescita/wp-content/uploads/Le-vie-della-decrescita2-programma.pdf" target="_blank" rel="noopener">Qui</a> il programma; <a href="https://decrescita.it/decrescita/wp-content/uploads/Le-vie-della-decrescita2-note-organizzative.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui</a> le note organizzative; <a href="https://forms.gle/BcptFVFqAZoJwi5Q6" target="_blank" rel="noopener">qui</a> iscrizione e prenotazione; <a href="https://bit.ly/4fMyQYN" target="_blank" rel="noopener">qui</a> il questionario. Qui di seguito il programma; <a href="https://decrescita.it/decrescita/wp-content/uploads/Le-vie-della-decrescita-2.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui il primo annuncio</a>, dove si trovano anche informazioni logistiche.</p>
<p><a href="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-Vie-della-decrescita2-e1763369547465.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-245402 size-medium" src="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-Vie-della-decrescita2-e1763369547465-212x300.png" alt="" width="212" height="300" srcset="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-Vie-della-decrescita2-e1763369547465-212x300.png 212w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-Vie-della-decrescita2-e1763369547465-724x1024.png 724w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-Vie-della-decrescita2-e1763369547465-768x1087.png 768w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-Vie-della-decrescita2-e1763369547465.png 800w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
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		<title>La lunga strada della decrescita</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/la-lunga-strada-della-decrescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 14:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<category><![CDATA[Descrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Per capire quanto l’incontro sulla decrescita promosso a Venezia costituisca un passo avanti della capacità di analisi e di proposta dei movimenti serve del tempo. Di certo la decrescita non è più solo un insieme di idee ma esperienze e iniziative diverse, sempre più spesso con la consapevolezza che esiste un nesso tra la conversione ecologica e la trasformazione delle relazioni sociali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>Proponiamo di seguito l&#8217;articolo di Paolo Cacciari pubblicato su <a href="https://comune-info.net/la-lunga-strada-dellla-decrescita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>COMUNE-INFO.NET</strong></a> </em></p>
<p> Duecentosessantacinque persone (il massimo consentito dalla capienza delle aule messe a disposizione dall’università di architettura di Venezia), di tutte le età e le provenienze geografiche, impegnate per tre giorni in quattro plenarie (con, tra gli alte/i, Vandana Shiva, Amalia Perez Orozco, Viviana Asara, Deborah Lucchetti, Silvia Galassi, Alice dal Gobbo, Lorenzo Velotti, Carlo Modenesi, Jean Louis Allion, Rocco Altieri, Luigi Pellizzoni, Emanuele Leonardi e, da remoto, Serge Latouche, Helena Norberg-Hodge, Timothée Parrique, Jason Hikel, Silvia Federici), divise in quindici gruppi di discussione su tematiche specifiche (dall’agroecologia alle economie trasformative, dall’ecomarxismo alla democrazia della Terra, dalla cooperazione internazionale alla pace e alla nonviolenza, dalla pedagogia alla spiritualità), ben preparati da documenti e bibliografie di base (tutti i materiali, comprese le registrazioni, sono consultabili sul sito<span> </span><a href="http://www.venezia2022.it/">www.venezia2022.it</a>), segnalano l’esistenza di un interesse diffuso e segnano il successo dell’incontro di Venezia sulla decrescita dello scorso settembre organizzato dalle due associazioni che si occupano di decrescita in Italia e dalla Rete dell’economia solidale con la locale associata Aeres. Ma,<span> </span><strong>per capire se l’incontro costituisca anche un passo avanti della capacità di analisi e di proposta del movimento per la decrescita, servirà ancora del tempo</strong>, necessario per far sedimentare nelle realtà associative presenti i discorsi che qui si sono sentiti.</p>
<p><strong>Qualcosa però la si può già dire. Innanzitutto, la conferma che il pensiero della decrescita – quella scelta, desiderata, programmata… – è scesa dal limbo delle (sole) idee (cosmovisioni) e si sta incarnando</strong><span> </span>(vedi le riflessioni del gruppo <a href="https://degrowth.info/en/blog/author/11060">The EmboDegrowth Lab</a>, traduzione a cura del <a href="https://www.decrescita.it/gruppo-internazionale/">Gruppo Internazionale Decrescita</a>)<span> </span><strong>in pratiche e in politiche riconoscibili</strong>. Ciò aiuta a far capire<span> </span><em>Che cos’è la decrescita oggi</em>, come recita il titolo dell’ultimo libro di Kallis, Paulson, D’Alasia, Demaria (Edizioni Ambiente, 2022), presentato a Venezia. Alcuni approfondimenti, specie in materia di agroecologia, di energia, di salute, educazione e di assetto del territorio ci dicono che la strada sarebbe già ben segnata, solo a volerla percorrere. Ecco allora che<span> </span><strong>emerge prepotentemente il nesso tra transizione ecologica e trasformazione delle relazioni sociali di potere</strong>. La decrescita – all’opposto della recessione e dell’impoverimento – è intrinsecamente democratica (“<em>Democrazia della Terra</em>”), per la semplice ragione che è sinonimo di condivisione, di equo accesso ai beni comuni e di uso (responsabile e sostenibile) delle risorse naturali. Insomma, ancora una volta, è apparso evidente, che le dimensioni ecologica e sociale non sono separabili.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="480" src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-464302" srcset="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1024x480.jpg 1024w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-700x328.jpg 700w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-300x141.jpg 300w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-768x360.jpg 768w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1536x720.jpg 1536w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1320x619.jpg 1320w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-500x234.jpg 500w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p><strong>Il capitalismo, nelle diverse forme storiche e locali, impone la sua etica totalizzante</strong><span> </span>(competizione, sfruttamento, avidità ecc.) e il suo “regime ecologico” (devastazione e artificializzazione dello spazio vitale tramite la bio-geoingegneria). Da qui la grande preoccupazione che la “svolta ecologica” più volte annunciata (da cinquant’anni, nei vertici Onu e nelle Conferenze sul clima) dalla Commissione Europea e dai governi sia in realtà un semplice pretesto, un grimaldello, per innescare (per di più, con denaro pubblico) un nuovo ciclo di crescita dei profitti, dell’accumulazione, della produzione di beni di consumo. Oltre il semplice<span> </span><strong>greenwashing</strong>, la mercificazione e la finanziarizzazione della natura.</p>
<p>L’incontro di Venezia ha colto anche una novità nel dibattito politico internazionale con l’emergere di un aggiornato ecosocialismo (da James O’Connor, a Bellamy Foster, a Jason Moore) che potrebbe facilitare l’auspicato processo di convergenza tra i movimenti sociali e quelli ambientalisti. I lavori di Jason Hickel (<em>Siamo ancora in tempo! Come una nuova economia può salvare il Pianeta</em>, Il Saggiatore 2021) aprono la sfida della decrescita direttamente al cuore delle politiche economiche e monetarie. La presenza all’incontro di Venezia di attivisti dei movimenti contadini, operai, dell’economia e del commercio solidale, assieme ai promotori della convergenza italiana della Società della cura, fanno ben sperare in possibili sviluppi. Certo, la parola decrescita suscita ancora riserve e incomprensioni in molti movimenti pure si battono per una “vita dignitosa” (buen vivir).<span> </span><strong>Si tratta<span> </span></strong>allora<strong><span> </span>di intrecciare relazioni convergenti tra quanti sono impegnati nella costruzione di una società nonviolenta, decolonizzata, depatriarcalizzata, non specista, decarbonizzata … e, prima di tutto, smilitarizzata. Il dramma della guerra, assieme a quello dell’emigrazione, ha attraversato ogni tavolo di discussione</strong>. E qui, più evidenti, sono emersi i limiti e l’inadeguatezza delle risposte in atto. Ma, tutte e tutti gli intervenuti sono stati concordi nel dire che non ci possiamo permettere il pessimismo.</p>
<p>Non sono mancate le idee su come proseguire l’incontro di Venezia, incominciando ad aprire a chiunque voglia partecipare e a rendere permanenti i quindici gruppi di discussione già avviati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image size-large"></figure></div>
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		<title>Overshoot Day 2022: il deficit ecologico</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/overshoot-day-2022-il-deficit-ecologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2022 06:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Deficit ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Descrescita]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>Domenica, 15 maggio cade l’Overshoot Day dell’Italia, vale a dire il giorno dell’anno in cui l’umanità, se consumasse come l’Italia, avrebbe utilizzato tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare in un anno ed entrerebbe in “deficit ecologico”. Questo dato ci dà  la misura di quanto dovremmo ridurre il nostro impatto ambientale, per tornare in equilibrio con il nostro territorio e con gli ecosistemi che sorreggono e permettono la vita, come è evidenziato in modo estremamente chiaro anche dall’ultimo rapporto dell’IPCC (</em><a href="https://www.ipcc.ch/"><em>Intergovernmental Panel on Climate Change</em></a><em>) il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Preoccupa il fatto che  l’Overshoot Day continua ad anticiparsi, anno dopo anno. Questo ci indica che urge una trasformazione radicale che ci porti ad invertire il trend dell’impatto umano sugli ecosistemi.</em><br /><em><br />Tutti i dati contenuti in questo articolo provengono dal documento “Quanta decrescita”? scaricabile a </em><a href="https://drive.google.com/file/d/1P5HZv06iZxrje25gk1MktxF2BE9inQDN/view?usp=sharing"><em>questo link</em></a><em>.</em></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p><strong>Il rapporto IPCC</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>Distratti dalle terribili notizie sulla <a href="https://comune-info.net/tag/guerra/">guerra in Ucraina</a>, in un sistema mediatico in cui c’è spazio solo per “<a href="https://comune-info.net/una-notizia-alla-volta/"> una notizia alla volta</a>”, è passata praticamente inosservata la pubblicazione del nuovo rapporto “<em>Mitigation of Climate Change</em>” scaricabile a <a href="https://ipccitalia.cmcc.it/climate-change-2022-mitigazione-dei-cambiamenti-climatici/">questo link</a>. Questo rapporto, presentato il 4 aprile scorso dall’IPCC, il più autorevole organismo mondiale sulla crisi climatica, istituito dall’ONU nel 1988, è un documento molto importante che potrebbe riportare l’attenzione sulla terribile situazione climatica e sulla altrettanto terribile inazione dei governi (<em>“Alcuni leader del governo e degli affari dicono una cosa, ma ne fanno un’altra. Stanno mentendo. È ora di smettere di bruciare il nostro pianeta”</em> <a href="https://twitter.com/antonioguterres/status/1510999950737522688?s=20&amp;t=_Zcnbl1eHh5xxRpMM_2OKQ">ha twittato</a> António Guterres, segretario generale dell’ONU).</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>(&#8230;)</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p><strong>L’Overshoot Day</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p><strong>Ecco perché l’Overshoot Day deve essere per tutti noi un campanello d’allarme importante che oltre a darci la percezione molto intuitiva e concreta della pressione umana sulla terra ci permette anche di ricavare  la misura esatta di quanto dovremmo ridurre il peso delle nostre economie</strong>. La data in cui cade ogni anno è indicata dal Global Footprint Network, il centro di ricerca internazionale che calcola l’impronta ecologica dell’umanità e la capacità della Terra, sia a livello globale che delle singole nazioni, di rigenerare le risorse consumate ogni anno, anche in termini di capacità di assorbimento delle emissioni rilasciate in atmosfera.</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>Aggiungiamo che l’Overshoot Day continua ad anticiparsi, anno dopo anno, salvo rare eccezioni come il 2020 per il covid-19. Infatti, nel 2021 l’Earth Overshoot Day è stato il 29 luglio, nel 2011 il 3 agosto, nel  2001 il 21 settembre e così via a scalare.</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>(&#8230;)</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p><strong>Verso la trasformazione</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>Per affrontare una sfida simile, non serve niente di meno che un piano davvero <em>radicale</em>, cioè capace di identificare e recidere la <em>radice</em> dei problemi attraverso una trasformazione profonda dei principi dell’attuale paradigma culturale, politico ed economico che ci stanno conducendo al disastro e una sostituzione dell’attuale patto sociale (basato sul lavoro retribuito) con un nuovo patto sociale “comunitario”.</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>A tal fine, il nostro gruppo di attivisti, soci delle principali associazioni italiane che si occupano di decrescita, ha predisposto il <a href="https://venezia2022.it/uscita-di-emergenza.pdf">documento “Uscita di Emergenza”</a>, riassunto in questo <a href="https://venezia2022.it/images/Abstract_UdE_per_sito_VE.pdf">abstract</a>, che <strong>avanza una serie di proposte politiche</strong>, <em>intorno</em> a tre obiettivi cardine della decrescita:</p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<ol class="wp-block-list">
<li>ridurre l’impatto ambientale delle attività umane per ritornare in equilibrio con la natura,</li>
<li>migliorare il benessere di tutti gli esseri, trasformando e <em>rilocalizzando</em> la “struttura” economica della società</li>
<li>modificare la “sovrastruttura” della società, in senso conviviale e partecipativo.</li>
</ol>
<p></p>
<p><strong><em>Ricordare l’Overshoot day del 15 maggio è importante! Riteniamo che possa agevolare quel risveglio e quella presa di coscienza personale e collettiva che soli possono aprire la strada al cambiamento auspicato e necessario.</em></strong></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>Mario Sassi e Maria Elena Bertoli</p>
<p class="wp-block-paragraph">Vedi l&#8217;articolo completo su <a href="https://www.decrescita.it/cosa-ci-dice-lovershoot-day/">Decrescita.it</a></p>
<p></p></div>
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