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	<title>Europa | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>Europa | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Good Food for All: obiettivo 1 milione di firme</title>
		<link>https://rete-ries.it/campagne/good-food-for-all-obiettivo-1-milione-di-firme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 11:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa cittadina europea]]></category>
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					<description><![CDATA[RIES aderisce all&#8217;Iniziativa cittadina europea &#8220;Good Food for all&#8221; per il cibo come diritto umano per tutti, lanciata all&#8217;inizio dell&#8217;anno.  Obiettivo: raccogliere 1 milione di firme per garantire sistemi alimentari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RIES aderisce all&#8217;Iniziativa cittadina europea &#8220;Good Food for all&#8221; per il cibo come diritto umano per tutti, lanciata all&#8217;inizio dell&#8217;anno.  Obiettivo: raccogliere 1 milione di firme per garantire sistemi alimentari sani, giusti e sostenibili.</p>
<div class="initiative-info">
<div class="objectives">
<p>Almeno un quinto della popolazione europea non ha accesso a un&#8217;alimentazione adeguata. I sistemi alimentari industriali aggravano l&#8217;insicurezza alimentare, il cambiamento climatico, l&#8217;inquinamento, la perdita di biodiversità, lo sfruttamento del lavoro e la sofferenza degli animali. L&#8217;UE deve garantire il diritto al cibo in modo sistemico e promuovere sistemi alimentari sani, giusti, umani e sostenibili per le generazioni presenti e future. Per raggiungere questi obiettivi è necessario proporre o modificare atti giuridici dell&#8217;UE in questi settori:</p>
<p>• sistemi alimentari equi e governance democratica</p>
<p>• sostegno alle iniziative nazionali di protezione sociale • riconoscere che i prodotti agricoli e alimentari non sono merci ordinarie</p>
<p>• sostegno all&#8217;agroecologia contadina e ai sistemi alimentari territoriali</p>
<p>• lotta alla concentrazione dei terreni agricoli</p>
<p>• sostegno ai sistemi di sementi contadini</p>
<p>• regolamentazione rigorosa degli OGM, compresi quelli ottenuti con nuove tecniche genomiche</p>
<p>• gestione sostenibile dell&#8217;acqua</p>
<p>• rafforzamento del benessere degli animali</p>
<p>• sostegno al consumo di frutta e verdura e regolamentazione dei prodotti alimentari ultra-lavorati</p>
<p>• approvvigionamento alimentare sostenibile</p>
<p>• etichettatura significativa degli alimenti</p>
<p>• stop agli sprechi alimentari</p>
<p>• rafforzamento del diritto al cibo nei paesi terzi.</p>
<p>Chiediamo all&#8217;UE di rendere il diritto al cibo una realtà e di integrarlo nel quadro giuridico dell&#8217;UE che ha un impatto sul diritto al cibo nell&#8217;UE e all&#8217;estero.</p>
<a href='https://eci.ec.europa.eu/053/public/?lg=it&#038;form=it' class='icon-button download-icon' target="_blank">Firma qui!<span class='et-icon'></span></a>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
</div>
</div>
<div class="initiative-address">
<ul>
<li class="ecl-u-type-heading-5">Pagina web dell&#8217;iniziativa nel registro della Commissione europea: <a id="webpage" class="ecl-link" style="font-size: 16px;" title="Sarai reindirizzato alla pagina esterna: https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000002" href="https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000002">https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000002</a></li>
<li>Sito web della campagna: <a href="https://www.goodfoodforall.eu">www.goodfoodforall.eu</a></li>
</ul>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un passo avanti verso l’abisso</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/un-passo-avanti-verso-labisso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 09:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[pacifismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il parlamento Ue ha dunque approvato a larga maggioranza il gigantesco piano di riarmo dell’Europa. Non si tratta soltanto di un passo verso il baratro di nuovi conflitti armati, è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-heading">Il parlamento Ue ha dunque approvato a larga maggioranza il gigantesco piano di riarmo dell’Europa. Non si tratta soltanto di un passo verso il baratro di nuovi conflitti armati, è anche un tentativo di calpestare le tante forme di lotta nonviolenta che hanno segnato la storia dell’Europa, dalle scelte delle donne di Rosenstrasse che sfidarono in nazismo agli straordinari boicottaggi e scioperi in Danimarca contro i nazisti, passando per la resistenza contro i regimi dell’est dopo la guerra. Oggi non basta il no al riarmo, abbiamo bisogno di indicare quali forme di lotta possiamo praticare, sia in tempi di pace sia in guerra, contro la brutalità della forza armata. Abbiamo bisogno di mettere in discussione l’ambiguità di chi sostiene che, in fondo, il ricorso alla guerra può essere possibile in qualche circostanza. No, uccidere indiscriminatamente non può essere mai più un’opzione</p>
<p>Per approfondire vi proponiamo la lettura di un articolo di Mimmo Cortese, pubblicato su Comune-info</p>
<p><a href="https://comune-info.net/un-passo-avanti-verso-labisso/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Clicca qui per leggere tutto l&#8217;articolo</strong></em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Legge europea sul ripristino della natura: approvata!</title>
		<link>https://rete-ries.it/notizie-campagne/legge-europea-sul-ripristino-della-natura-approvata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 14:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalle campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[RestoreNature]]></category>
		<category><![CDATA[Ripristino della Natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo un travagliato iter legislativo, segnato da una campagna di disinformazione senza precedenti delle lobby agroindustriali, il 18 Giugno 2024 il Consiglio Ambiente dell’UE ha finalmente adottato la Nature Restoration [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo un travagliato iter legislativo, segnato da una campagna di disinformazione senza precedenti delle lobby agroindustriali, il 18 Giugno 2024 il Consiglio Ambiente dell’UE ha finalmente adottato l</em><em>a Nature Restoration Law &#8211; Legge</em><em> sul ripristino della natura.</em></p>
<p>Nonostante boicottaggi e tentativi di affondare il provvedimento, gli Stati membri dell’UE hanno mantenuto i loro impegni e, rispettando il precedente voto dell’Europarlamento, hanno approvato con una maggioranza qualificata il Regolamento comunitario. Decisivo il voto dell’Austria che ha cambiato la propria posizione precedente e ha consentito l’approvazione. Grave invece la posizione del Governo italiano che si è opposto al provvedimento, andando contro i valori costituzionali di difesa del patrimonio ambientale e contro il Green Deal Europeo.</p>
<p>Il risultato per niente scontato premia l’impegno della coalizione #RestoreNature (promossa da BirdLife Europe, ClientEarth, EEB e WWF Europa e a cui RIES ha aderito lo scorso anno) e che raccoglie l’invito della società civile e del mondo della ricerca scientifica. La massiccia mobilitazione pubblica degli ultimi anni (sono state raccolte <a href="https://www.restorenature.eu/en/take-action"><u>oltre un milione</u></a> di firme e messaggi di cittadini, ripetuti appelli da parte di oltre 6000 scienziati, 100 <a href="https://www.ournatureourbusiness.eu/home#letter"><u>imprese</u></a>, <u><a href="https://europeanyoungrewilders.com/2024/03/28/member-states-turn-their-backs-on-youth-by-calling-off-the-vote-on-the-nature-restoration-law/">organizzazioni giovanili</a> </u>e della <a href="https://www.restorenature.eu/en/our-work-past-actions/trilogue-joint-restorenature-statement"><u>società civile</u></a> a difesa dell’integrità del Green Deal dell’UE.</p>
<p>Questa legge rappresenta un&#8217;opportunità unica nella vita per riportare la natura in Europa e fisserà obiettivi giuridicamente vincolanti per ripristinare gli ecosistemi degradati. È la nostra migliore occasione per arginare le crisi della biodiversità e del clima e per garantire un futuro più sicuro e più sano ai cittadini europei.</p>
<p>La legge per il ripristino della natura è sopravvissuta, ma è stata seriamente indebolita nel processo. L&#8217;opposizione ha dimostrato che avrebbe fatto di tutto per negare ai cittadini europei una prima legge che affrontasse contemporaneamente le crisi del clima e della biodiversità.</p>
<p>L&#8217;Europa è il continente che si riscalda più rapidamente e abbiamo un disperato bisogno di proteggere i nostri cittadini, la natura e l&#8217;economia. La coalizione #RestoreNature si sta ora preparando per l&#8217;attuazione della legge sul ripristino della natura, per garantire che la nostra natura possa riprendersi a beneficio di tutti.</p>
<p><em>PS: </em><em>Per celebrare questo risultato monumentale e prepararci all&#8217;attuazione della legge, </em><em>la campagna</em><em> #RestoreNature regala magliette e poster esclusivi … </em><em>entro il 21 luglio 2024.</em></p>
<p><em>Per </em><em>partecipare</em><em>, basta completare il quiz: https://www.restorenature.eu/en/giveaway </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’action plan europeo sull’economia sociale e il collegamento con l’economia civile</title>
		<link>https://rete-ries.it/evento/laction-plan-europeo-sulleconomia-sociale-e-il-collegamento-con-leconomia-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia civile]]></category>
		<category><![CDATA[Economia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[All&#8217;interno del Festival Regionale dell&#8217;Economia Civile, che si svolge a Rieti dal 16 al 18 maggio 2024, si terrà l&#8217;incontro centrato sul Piano di azione europeo sull&#8217;economia sociale, promosso dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno del <u><a href="https://www.festivalnazionaleeconomiacivile.it/festival-regionale-delleconomia-civile/#apetrucci">Festival Regionale dell&#8217;Economia Civile</a>,</u> che si svolge a Rieti dal 16 al 18 maggio 2024, si terrà l&#8217;incontro centrato sul Piano di azione europeo sull&#8217;economia sociale, promosso dalla Commissione Europea.</p>
<p>I relatori sono <strong>Paola Ferrara</strong> (Coopermondo), <strong>Gianluca Salvatori</strong> (Euricse), <strong>Vanessa Pallucchi</strong> (Forum Terzo Settore), <strong>Monica di Sisto</strong> (Fairwatch &#8211; RIES) e altri ancora si aprirà il dibattito sui principi dell’economia sociale e le esperienze di solidarietà, reciprocità, sostenibilità ambientale e valorizzazione del Bene Comune.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa incentiva la decarbonizzazione</title>
		<link>https://rete-ries.it/internazionale/europa-incentiva-la-decarbonizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 16:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Emission Trading System]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[A larga maggioranza, martedì 18 aprile, il Parlamento europeo ha approvato una riforma del sistema ETS (Emission Trading System): una serie di misure che rappresentano i pilastri che mettono a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A larga maggioranza, martedì 18 aprile, il Parlamento europeo ha approvato una riforma del sistema ETS (Emission Trading System): una serie di misure che rappresentano i pilastri che mettono a terra il pacchetto Fit for 55. Cioè l’impegno dell’Unione Europea di tagliare del 55 per cento le emissioni di gas ad effetto serra entro il 2030. È un voto storico, «la santa trinità del clima», lo ha definito un parlamentare, che arriva dopo anni di negoziati e discussioni.</p>
<p>Con la decisione dell’Europarlamento è stato reso più stringente e ambizioso il sistema <strong>ETS</strong>, l’Emission Trading System, che regola lo scambio di quote di emissioni sui permessi a inquinare dell’Unione.</p>
<p>La riforma si basa su quattro pilastri, con regole più stringenti, ampliamento dei settori coinvolti e la messa a punto di una rete di protezione sociale.</p>
<p>Il voto è definitivo, ma dovrà essere approvato dal Consiglio europeo per entrare in vigore.</p>
<p><a href="https://valori.it/ets-cambia-mercato-europeo-decarbonizzazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Continua a leggere su Valori.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La logica del prezzo del gas</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/la-logica-del-prezzo-del-gas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 14:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[I prezzi del gas sono diminuiti del 70 per cento, ma i prezzi al consumo no: anche l’ultimo accordo Ue in materia non ha scalfito la logica speculativa alla base della costruzione dei prezzi dei beni finali di consumo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>Riportiamo un articolo di </em><em><a href="https://comune-info.net/" target="_blank" rel="noopener">Comune-info.net</a> scritto da Andrea Fumagalli e apparso su <a href="http://effimera.org/" target="_blank" rel="noopener">Effimera</a>, dove spiega che il prezzo del gas per il consumatore finale viene determinato sulla base di una logica speculativa e non dipende direttamente dall&#8217;andamento del prezzo del bene. L’ultimo accordo Ue in materia non è in grado di scalfire questa rotta</em></p>
<p class="has-drop-cap">Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre<span> </span><strong>il Consiglio Europeo ha approvato<span> </span></strong>dopo oltre dieci ore di discussione<strong><span> </span>un accordo tra i ventisette paesi per definire una politica energetica comune in Europa</strong>. Diciamo subito che non è stata formulata nessuna politica energetica comune di tipo strutturale.<span> </span><strong>Sono stati presi provvedimenti temporanei, parziali e selettivi che non sono in grado di modificare i criteri che stanno alla base della determinazione del prezzo del gas<span> </span></strong>(di cui avevamo discusso in un precedente intervento su<span> </span><a href="http://effimera.org/la-dittatura-della-finanza-e-il-mercato-del-gas-di-andrea-fumagalli/">Effimera</a>). Si tratta quindi di un “accordicchio”.</p>
<p><strong>Sono 9 i punti che definiscono questo “accordicchio”. Analizziamo i principali</strong>, quelli che maggiormente sono state descritti dai giornali mainstream e salutati con giudizi molto positivi come ultima strenna natalizia di Mario Draghi prima di lasciare il timone del governo a Giorgia Meloni.</p>
<ol>
<li>l’<strong>acquisto congiunto e volontario di gas</strong>, per sfruttare il peso collettivo del mercato dell’Unione. È stato il punto che ha suscitato meno diatribe e che ha visto un generale accordo, purché tale acquisto comune si limitasse a non superare il 15% dei fabbisogni nazionali. In tal modo, ogni paese europeo è ancora libero di comprare il proprio gas dai paesi produttori che preferisce per una quota molto elevata. La preoccupazione di interferire nelle politiche nazionali di approvvigionamento non ha ragione di esistere, con buona pace di una politica comune europea.</li>
<li>un<span> </span><strong>corridoio di prezzo dinamico temporaneo<span> </span></strong>sulle transazioni di gas naturale (il famoso “tetto”). Tale punto, riportato dalla servile e stampa nazionalista è stato salutato come la vittoria di Draghi. Peccato che tale tetto non venga quantificato. Nel documento finale, non si discute il tetto massimo del prezzo del gas, ma paradossalmente ci si sofferma sul suo pavimento. Si afferma infatti che il prezzo del gas non debba scendere sotto un certo livello, per non penalizzare eccessivamente gli scambi di mercato (che sappiamo essere di natura speculativa). Al momento, non c’è alcun accordo al riguardo. E in ogni caso, aspetto non secondario, si parla di tetto al prezzo del gas solo per quello che viene utilizzato nella generazione della sola energia elettrica Il prezzo del gas consumato dagli utenti (siano esse imprese o famiglie) non viene toccato.</li>
<li>Riguardo il<span> </span><strong>mercato di Amsterdam</strong><span> </span>(TTF) che decide il prezzo del gas sulla base delle aspettative speculative dettate da titoli future e non sull’effettivo scambio tra offerta e domanda, nulla viene detto, se non un banale impegno a monitorare tale mercato.</li>
<li>Ovviamente non mancano<span> </span><strong>impegni per misure di solidarietà energetica<span> </span></strong>in caso di interruzioni della fornitura di gas a livello nazionale, regionale o dell’Unione, in assenza di accordi di solidarietà bilaterali né impegni per lo sviluppo per le energie rinnovabili. Ma, come oramai sappiamo, si tratta di impegni formali che accompagnano ogni summit europeo, senza alcuna conseguenza reale. Alcuni commentatori hanno intravisto in questi impegni la possibilità di creare un fondo europeo comune finanziato dell’emissione di titoli di debito. Il 4 ottobre scorso il commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni ha parlato della necessità di uno strumento comune Ue, sulla falsariga dello schema Sure sui sostegni all’occupazione in tempi di Covid, per finanziare tariffe più basse per il gas. Difficile che ciò possa accadere, visto che il giorno precedente, il governo tedesco di Scholz ha presentato un piano nazionale di 200 miliardi di euro a vantaggio esclusivo della propria economia. E lo stesso Gentiloni sì è poi peritato di ribadire in ogni caso che un simile provvedimento non sarebbe stato all’ordine del giorno del summit del 20-21 ottobre. Si va quindi in ordine sparso e i più forti possono far la parte dei leoni.</li>
</ol>
<p><strong>È evidente come tale supposto accordo non sia in grado di intervenire in modo efficace nel controllo del prezzo del gas. Ciò significa che l’inflazione è libera di crescere</strong>. E anche le riunioni successive della commissione energetica che dovevano definire i decreti attuativi e la tempistica di tale accordo non hanno prodotto, almeno al momento, nessun risultato, evidenziando ancora una volta le divergenze tra i vari paesi europei.</p>
<p><strong>Un solo risultato positivo è stato ottenuto. L’annuncio di un accordo (anche se del tutto inadeguato e contradditorio) ha però generato aspettative ribassiste sul valore futuro atteso del gas</strong>. Sappiamo che la politica degli annunci può influenzare il trend delle aspettative soprattutto sui mercati speculativi, in presenza di un certo livello di reputazione. L’Unione Europea gode sicuramente di una buona reputazione, anche negli ultimi anni è in netto declino, alla luce della litigiosità interna, dell’incapacità di sviluppare politiche economiche, militari e energetiche autonome in grado di sfuggire alla tenaglia dell’influenza Usa e Nato, da un lato, e la penetrazione commerciale cinese (non ultimo l’acquisto da parte di COSCO, la compagnia cinese di stato dello shipping – China Ocean Shipping Company -, la più grande al mondo, del 25% delle quote del porto di Amburgo).</p>
<p>Ne è conseguito un calo sostanziale del prezzo del gas sul mercato dei future di Amsterdam, arrivando a un valore inferiore dei 100 euro al MWa, dopo aver raggiunto i picchi massimi di oltre 330 euro a cavallo di lugli e agosto scorso. La riduzione del 70% del prezzo del gas è anche spiegata da aspettative decrescenti sul consumo, vista le temperature oltre la media, in buona parte dell’Europa (con il posticipo nell’accensione dei riscaldamenti) e il fatto che il gas non sarà una risorsa scarsa nel prossimo anno, visti gli ingenti stoccaggi dei paesi europei, con la sostituzione del gas russo con quello norvegese e algerino e quello liquido proveniente da Usa e Qatar.</p>
<p>In Europa, il forte aumento del tasso d’inflazione è stato trainato (a differenza degli Usa) dal rincaro dei prodotti energetici che ha successivamente contaminato con effetto domino gli altri prezzi delle filiere produttive. A ciò si è aggiunto l’aumento del costo della logistica, come effetto della ripresa produttiva post-Covid. Nel giro di pochi i mesi il tasso d’inflazione è triplicato.</p>
<p>Ma<span> </span><strong>ora che i prezzi del gas sono diminuiti del 70% non ci sarà una pari riduzione dei prezzi finali al consumo</strong>.</p>
<p><strong>Se il prezzo del gas viene determinato sulla base di una logica speculativa e non di mercato, così i prezzi dei beni finali di consumo si determinano sulla base di una logica di profitto (con buona pace della concorrenza e della trasparenza)</strong>. Una volta aumentati i prezzi finali per far fronte all’aumento dei costi energetici e logistici di produzione, se tali costi si riducono i prezzi finali rimangano gli stessi seguendo una dinamica inerziale che consente di lucrare ampi margini di profitti alle spese dei redditi da lavoro.</p>
<p>Ancora una volta L’Europa perde l’occasione per definire una politica industriale ed energetica comune che possa influenzare il prezzo dei prodotti energetici sulla base delle esigenze e dei bisogni sociali dei suoi residenti.</p>
<p><strong>È il capitalismo, bellezza!</strong></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p>Titolo originale completo<span> </span><em>L’“accordicchio“ sul gas di Bruxelles e l’inflazione da profitti</em></p></div>
			</div>
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			</div>
				
				
			</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Negoziato subito! Per una conferenza internazionale di Pace</title>
		<link>https://rete-ries.it/internazionale/negoziato-subito-per-una-conferenza-internazionale-di-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 14:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
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					<description><![CDATA[Di fronte al rischio nucleare non è il momento delle tifoserie. È il momento della pace, della responsabilità, della nonviolenza. Come diceva Aldo Capitini: «A ciascuno di fare qualcosa». Dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Di fronte al rischio nucleare non è il momento delle tifoserie. È il momento della pace, della responsabilità, della nonviolenza. Come diceva Aldo Capitini: «A ciascuno di fare qualcosa». Dal 21 al 23 ottobre con la rete Europe for Peace organizziamo manifestazioni e iniziative in oltre 100 città italiane.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 21 al 23 ottobre la rete Europe for Peace (di cui fanno parte Sbilanciamoci, Rete Disarmo, Anpi, Cgil, Emergency e oltre 400 organizzazioni della società civile) promuoverà iniziative in oltre 100 città italiane per chiedere l’immediato cessate il fuoco in Ucraina e l’avvio di negoziati verso una conferenza internazionale di pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La guerra si sta aggravando e il rischio nucleare incombe: ecco perché, dalla spinta delle prossime iniziative del 21-23 ottobre la possibilità di una mobilitazione e di un appuntamento nazionale – unitario ed inclusivo – si pone con grande forza e urgenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I pericoli che ci stanno di fronte sono incommensurabili: le parole pronunciate prima da diversi leader della Federazione russa sulla possibilità dell’uso dell’arma nucleare e le reazioni del Parlamento europeo (che invita l’Europa a rispondere in caso di attacco nucleare) e ancora di Biden il 6 ottobre scorso sulla possibilità di un’apocalisse nucleare, gettano grande allarme e apprensione. Alla guerra di parole può seguire una deflagrazione devastante. E le atomiche cosiddette «tattiche» di tattico non hanno nulla: la più piccola in circolazione devasterebbe l’intero centro storico di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il deleterio rifiuto di Zelensky -stabilito per legge – a qualsiasi negoziato con la Federazione russa è un altro elemento che aggrava la situazione: scegliere la guerra come unica strada possibile, con il nucleare dietro le porte, è un segno di avventurismo e di irresponsabilità inaccettabili. La continuazione della guerra è un alibi per la criminale aggressione di Putin e a pagarne il prezzo sono le popolazioni ucraine, i ragazzi che muoiono in guerra, i pacifisti e i disertori russi che vengono messi in carcere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è grave è che una parte della comunità internazionale (gli Stati Uniti, l’Unione europea) avvalla queste scelte di guerra. Invece di premere per il cessate il fuoco e riaprire i negoziati (e puntare da subito ad una conferenza internazionale di pace, come ha scritto ieri sul manifesto Gaetano Azzariti), continua a soffiare sul fuoco, a inviare le armi, a sostenere le scelte di chi rifiuta ogni possibilità di dialogo. Ora, il Segretario di Stato americano Blinken auspica una via diplomatica – contraddicendo apertamente Zelensky – e lo stesso presidente americano Joe Biden parla di “off ramp”, una via d’uscita a Putin per non fargli perdere la faccia. Staremo a vedere se si tratta di ipocrite parole al vento com’è spesso accaduto o se invece seguiranno atti concreti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa guerra, oltre a prefigurare il rischio nucleare, alimenta un aggravamento economico, sociale e umanitario in ogni parte del mondo: non solo per l’emergenza energetica che colpisce anche noi, ma soprattutto per la difficoltà di rifornimento del grano per i paesi più poveri, che da questi approvvigionamenti dipendono per sfamare le popolazioni. È una guerra combattuta non solo sulla pelle della popolazione ucraina, ma su quella di tutto il mondo, ed in particolare quella più povera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una parte della comunità internazionale (maggioritaria sia per popolazione che per numero di paesi, ma non dal punto di vista geopolitico: India, Cina, Paesi africani, ecc.) che è contraria a questa escalation e che vorrebbe subito lo stop e i negoziati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché ritornare in piazza, sulle strade è importante. Ecco perché saremo l’8 ottobre con la Cgil a Roma e lo saremo poi dal 21 al 23 ottobre in tutta Italia. È necessario far sentire di nuovo, con forza la voce della pace in ogni angolo del paese, organizzando manifestazioni, sit-in, presidi davanti alle prefetture, incontri, chiedendo al nostro governo attuale (e a quello futuro) di intraprendere una nuova strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece di essere subalterno ad una logica di guerra, il governo deve sposare un’altra via, quella della mediazione e del dialogo, deve fare concrete proposte di negoziato, coinvolgere le Nazioni unite. Non possiamo più stare a guardare delegando alla Nato la responsabilità di condurci verso scelte sbagliate che invece di fermare Putin, lo portano a legittimare una escalation incontrollabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi anni, dopo la guerra civile ucraìna iniziata nel 2014, si poteva prevenire l’aggressione della Federazione russa del 2022, ma nulla è stato fatto: anzi si è perso tempo volutamente, alimentando inutili provocazioni. Si poteva quest’anno, prevenendo l’aggravamento dei mesi a venire, facendo sentire la propria voce nei primi mesi di questa guerra, quando sono partiti i negoziati tra ucraini e russi, ma anche in questo caso la comunità internazionale è stata divisa, latitante e complice della continuazione dei combattimenti. Si potrebbe oggi prevenire l’escalation nucleare, ma continua a prevalere un atteggiamento che mette in campo una sola opzione: il sostegno alla guerra, accompagnata dalla propaganda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ora, di fronte al rischio nucleare non è il momento della propaganda e delle tifoserie. È il momento della pace e della responsabilità, è il momento dell’azione nel nome della nonviolenza. Come diceva Aldo Capitini: «A ciascuno di fare qualcosa».</p>



<p class="wp-block-paragraph">* Per ogni contatto e per partecipare (<a rel="noreferrer noopener" href="https://sbilanciamoci.info/europe-for-peace/" target="_blank">qui le info</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">[Da <strong><a href="https://sbilanciamoci.info/e-il-momento-di-scegliere-la-pace/">Sbilanciamoci</a></strong> / Giulio Marcon]</p>
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		<title>RIPESS EUROPE: assemblea generale 2022</title>
		<link>https://rete-ries.it/internazionale/ripess-europe-assemblea-generale-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 16:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[RIPESS Europe]]></category>
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					<description><![CDATA[Quest&#8217;anno l&#8217;Assemblea generale europea della Rete Intercontinentale per la Promozione dell&#8217;Economia Sociale Solidale (RIPESS) si è tenuta a Breslavia (Polonia), ospitata per la prima volta dai membri polacchi. Entrando nel [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno l&#8217;Assemblea generale europea della Rete Intercontinentale per la Promozione dell&#8217;Economia Sociale Solidale (RIPESS) si è tenuta a Breslavia (Polonia), ospitata per la prima volta dai membri polacchi. Entrando nel secondo decennio, dopo due anni di crisi di Covid, la guerra in Ucraina e i cambiamenti climatici sempre più evidenti, e in un contesto politico ed economico in rapida evoluzione, il triplice obiettivo di promuovere gli ecosistemi di economia sociale solidale in tutto il continente e oltre, di rendere l&#8217;ESS più visibile e riconosciuta &#8211; sia a livello istituzionale che di opinione pubblica &#8211; e di contribuire al rafforzamento di un movimento sociale plurale di economie trasformative è diventato ancora più impegnativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, dopo diversi anni in cui si è cercato di concentrarsi maggiormente sull&#8217;Europa centrale e dell&#8217;est, l&#8217;incontro ha avuto luogo finalmente in un paese della regione, la Polonia, favorendo gli scambi con con i membri dei paesi circostanti e con altre reti e organizzazioni e per conoscere meglio come si sta sviluppando l&#8217;ESS e quali sono le forme di intercooperazione che possono essere ulteriormente promosse.  Si sono aggiunti 3 nuovi soci: la rete tedesca CSX (Community Supported Economy), la fondazione ungherese Profilantrop e Dunia Earth (organizzazione che promuove l&#8217;uso delle tecnologie digitali libere).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jason Nardi ha partecipato per la RIES: &#8220;Si è trattato di un&#8217;Assemblea molto importante: è un momento cruciale per rivalutare i nostri fondamenti (e avviare un processo per una carta europea rinnovata o un manifesto dell&#8217;economia solidale), per rafforzare la nostra governance e il nostro fare rete (con nuove persone che sono entrate nel coordinamento, anche dall&#8217;Est Europa), per riorientare la nostra strategia e i nostri obiettivi per i prossimi anni, alla luce delle nuove politiche europee, delle relazioni con gli alleati e i partner, mentre consolidiamo la rete ora presente in 22 Paesi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi trattati vi sono le politiche pubbliche europee (in particolare il nuovo Piano d&#8217;azione per l&#8217;economia sociale della Commissione Europea), la cooperazione territoriale, il coinvolgimento dei giovani, la cura delle relazioni nelle organizzazioni dell&#8217;ESS e nel fare rete, l&#8217;economia solidale in tempi di crisi multiple, l&#8217;uso degli strumenti digitali liberi e le piattaforme cooperative&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assemblea si è chiusa con uno scambio tra alcune delle reti europee alleate: ECOLISE, GEN Europe, </p>


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		<title>Economia sociale (e solidale): il Futuro dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://rete-ries.it/internazionale/economia-sociale-e-solidale-il-futuro-delleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[riesadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 16:36:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[RIPESS Europe]]></category>
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					<description><![CDATA[Si svolgerà a Strasburgo, dal 5 al 6 di Maggio 2022, l&#8217;incontro &#8220;Economia sociale, il Futuro dell&#8217;Europa&#8221; promosso dalla Commissione Europea, insieme alla presidenza Francese del Consiglio dell&#8217;UE e varie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si svolgerà a Strasburgo, dal 5 al 6 di Maggio 2022, l&#8217;incontro <strong><a href="https://www.economiesociale-futur.eu/fr/economiesocialefutur/Accueil/">&#8220;Economia sociale, il Futuro dell&#8217;Europa&#8221;</a></strong> promosso dalla Commissione Europea, insieme alla presidenza Francese del Consiglio dell&#8217;UE e varie reti europee.  Sarà l&#8217;occasione per un confronto tra gli attori dell&#8217;economia sociale (e solidale) e le loro organizzazioni e le istituzioni europee, a seguito della pubblicazione del <strong><a href="https://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=24986&amp;langId=en">Piano di azione per l&#8217;Economia Sociale</a></strong> della Commissione europea lo scorso dicembre, fortemente voluto dal Commissario al Lavoro e Diritti Sociali Nicolas schmit.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">I terreni di dibattito saranno 6: &#8220;Cooperazione e Innovazione&#8221;, &#8220;Territori e politiche pubbliche&#8221;, &#8220;Finanziamenti&#8221;, &#8220;Villaggio della gioventù&#8221;, &#8220;Transizioni&#8221; e &#8220;Soluzioni per il futuro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ripess.eu">RIPESS Eu &#8211; Solidarity Economy Europe</a>, la rete europea di cui RIES è socia, sarà presente con varie iniziative e workshop a cui parteciperanno vari soci.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="8120TpnfGs"><a href="https://ripess.eu/en/social-economy-the-future-of-europe-ripess-eu-members-programme/">Social economy, the Future of Europe: Ripess EU members&#8217; programme</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Social economy, the Future of Europe: Ripess EU members&#8217; programme&#8221; &#8212; RIPESS Europe" src="https://ripess.eu/en/social-economy-the-future-of-europe-ripess-eu-members-programme/embed/#?secret=N4dMZa9NMn#?secret=8120TpnfGs" data-secret="8120TpnfGs" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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