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	<title>InfoSOStenibile | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>InfoSOStenibile | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Overshoot Day, il giorno in cui il futuro finisce in anticipo</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/overshoot-day-il-giorno-in-cui-il-futuro-finisce-in-anticipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 08:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Global Footprint Network ha stimato che nel 2025 le risorse rigenerate dal pianeta nell&#8217;anno saranno consumate entro il 24 luglio. Il debito ecologico si traduce in crisi climatica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il Global Footprint Network ha stimato che nel 2025 le risorse rigenerate dal pianeta nell&#8217;anno saranno consumate entro il 24 luglio.<br />
Il debito ecologico si traduce in crisi climatica e costi economici e sociali</h4>
<p>Ogni anno, in un giorno preciso, l’umanità consuma tutte le risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in dodici mesi. Quel giorno ha un nome: Earth Overshoot Day. Da quel momento in poi viviamo a debito ecologico, come un’azienda che brucia il capitale accumulato anziché vivere del proprio reddito. È una scadenza simbolica e concreta allo stesso tempo, che ci ricorda quanto la nostra economia sia in squilibrio con i cicli naturali della Terra.</p>
<p>L’Overshoot Day è calcolato dal Global Footprint Network, che ogni anno analizza la nostra impronta ecologica complessiva confrontandola con la biocapacità del pianeta, ovvero la sua capacità di rigenerare risorse e assorbire i nostri scarti, a cominciare dalle emissioni di CO2.</p>
<p>Nel 2025 l’Overshoot Day globale, secondo le stime, cadrà il 24 luglio, ma la data ufficiale globale viene annunciata il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Significa che in poco meno di sette mesi la popolazione mondiale ha consumato più di quanto la Terra possa offrire in un intero anno. Un dato che fotografa una crisi ambientale strutturale: stiamo consumando le risorse 1,75 volte più velocemente di quanto la natura riesca a rinnovarle.</p>
<p>Ma c’è un altro dato che dovrebbe preoccuparci ancora di più: il Country Overshoot Day, cioè la data in cui una singola nazione esaurisce il proprio “budget ecologico” se tutti gli abitanti del mondo vivessero come i cittadini di quel Paese. In Italia nel 2025 l’Overshoot Day è caduto il 6 maggio (<a href="https://economiacircolare.com/overshoot-day-italia-2025-impronta-ecologica/">https://economiacircolare.com/overshoot-day-italia-2025-impronta-ecologica/</a>). È come dire che, se tutta l’umanità adottasse lo stile di vita medio italiano, ci servirebbero più di due pianeti per sostenere i nostri consumi.</p>
<p><strong><em><a href="https://infosostenibile.it/notizia/overshoot-day-il-giorno-cui-il-futuro-finisce-anticipo" target="_blank" rel="noopener">Continua a leggere su infoSOStenibile</a></em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Giornata della Terra &#8220;compie&#8221; 55 anni</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/la-giornata-della-terra-compie-55-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 17:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della terra]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla prima edizione del 22 aprile 1970, ogni anno l&#8217;Earth Day coinvolge circa un miliardo di persone in quasi 200 nazioni. Anche se forse oggi può sembrare strano, considerato il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h4>Dalla prima edizione del 22 aprile 1970, ogni anno l&#8217;Earth Day coinvolge circa un miliardo di persone in quasi 200 nazioni.</h4>
</div>
<div>
<p>Anche se forse oggi può sembrare strano, considerato il negazionismo climatico che caratterizza l’attuale amministrazione statunitense, l’idea da cui scaturì la celebrazione della Giornata della Terra appartiene ad un politico americano, Gaylord Nelson, ed è interessante ripercorrere la storia che ha portato a quella che è divenuta la più grande manifestazione ambientale del pianeta, in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.<br />
L&#8217;ampia partecipazione si registrò fin dalla prima edizione e da lì prese vita anche il moderno movimento ambientalista americano.</p>
<p><a href="https://infosostenibile.it/notizia/la-giornata-della-terra-festeggia-ben-55-anni" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Leggi l&#8217;articolo su infoSOStenibile</em></strong></a></p>
<p><em>Foto: Copertina del New York Daily News del 23.04.1970, che mostra la folla che ha invaso la Fifth Avenue durante la prima Giornata della Terra</em></p>
</div>
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		<item>
		<title>Speciale Agricoltura: dalle stalle alle piazze</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/speciale-agricoltura-dalle-stalle-alle-piazze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 10:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Su infoSOStenibile uno &#8220;Speciale agricoltura&#8221; per aiutare a comprendere un sistema così complesso di fattori concomitanti e spesso divergenti &#8211; come il sistema agroalimentare &#8211; che ha bisogno di essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong><em><a href="https://infosostenibile.it/" target="_blank" rel="noopener">infoSOStenibile</a></em></strong> uno &#8220;<strong>Speciale agricoltura&#8221;</strong> per aiutare a comprendere un sistema così complesso di fattori concomitanti e spesso divergenti &#8211; come il sistema agroalimentare &#8211; che ha bisogno di essere analizzato in modo approfondito, concreto e disincantato per la scelta degli ambiti sui quali intervenire.</p>
<p>Abbiamo visto proteste e trattori in tutta Europa, manifestazioni agguerrite, ma con una certa accondiscendenza da parte dei cittadini e delle istituzioni. Il che rileva una prima considerazione: il settore agricolo è considerato, dalla gente e dalla politica, un settore fondamentale. E questo rispecchia la verità dei fatti: l’Unione Europa sovvenziona massicciamente il settore agricolo da decenni, e continua a farlo. Eppure il disagio degli agricoltori è reale e la sopravvivenza di tante aziende è a rischio. Allora cosa c’è che non funziona?</p>
<p>Continua a leggere su infoSOStenibile:</p>
<p><em><strong>&#8211;<a href="https://infosostenibile.it/notizia/dalle-stalle-alle-piazze" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;editoriale &#8220;Dalle stalle alle piazze, se buoi e trattori scappano dal recinto&#8221;</a></strong></em></p>
<p>-Le sei interviste a esperti del settore:</p>
<ul>
<li><a href="https://infosostenibile.it/notizia/speciale-agricoltura-interviste-lorenzo-berlendis">Speciale Agricoltura &#8211; INTERVISTE: Lorenzo Berlendis | infoSOStenibile</a></li>
<li><a href="https://infosostenibile.it/notizia/speciale-agricoltura-interviste-renato-giavazzi">Speciale Agricoltura &#8211; INTERVISTE: Renato Giavazzi | infoSOStenibile</a></li>
<li><a href="https://infosostenibile.it/notizia/speciale-agricoltura-interviste-bortolo-ghislotti">Speciale Agricoltura &#8211; INTERVISTE: Bortolo Ghislotti | infoSOStenibile</a></li>
<li><a href="https://infosostenibile.it/notizia/speciale-agricoltura-interviste-angelo-marchesi">Speciale Agricoltura &#8211; INTERVISTE: Angelo Marchesi | infoSOStenibile</a></li>
<li><a href="https://infosostenibile.it/notizia/speciale-agricoltura-interviste-carlo-loffreda">Speciale Agricoltura &#8211; INTERVISTE: Carlo Loffreda | infoSOStenibile</a></li>
<li><a href="https://infosostenibile.it/notizia/speciale-agricoltura-interviste-damiano-di-simine">Speciale Agricoltura &#8211; INTERVISTE: Damiano Di Simine | infoSOStenibile</a></li>
</ul>
<p><a href="https://infosostenibile.it/notizia/filiere-piu-corte-filiere-piu-forti-il-ruolo-chiave-del-rapporto-diretto" target="_blank" rel="noopener">-L&#8217;articolo sulla ricerca <strong>&#8220;Filiere più corte, filiere più forti&#8221;</strong></a>:</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La coop. Gasparina a Bergamo rilancia una comunità che fa rete</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/la-coop-gasparina-a-bergamo-rilancia-una-comunita-che-fa-rete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2024 10:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[coop. Gasparina]]></category>
		<category><![CDATA[DessBg]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla conclusione di un progetto triennale, la cooperativa Gasparina di Sopra chiude rilanciando una comunità che fa rete attorno alla cura dell&#8217;ambiente e delle persone Il percorso intenso e ricco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Alla conclusione di un progetto triennale, la cooperativa Gasparina di Sopra chiude rilanciando una comunità che fa rete attorno alla cura dell&#8217;ambiente e delle persone</h4>
<p>Il percorso intenso e ricco del progetto “Seminare Valore, Coltivare Comunità” ha messo in rete una biodiversità di soggetti attorno ad un grande e impegnativo obiettivo: promuovere la riconnessione tra comunità e ambiente, tra cura del territorio e cura delle persone che lo abitano, all’insegna di una società inclusiva e in sintonia con l’ecosistema locale.</p>
<p>Anche il presidente del Distretto di economia sociale solidale della bergamasca, Matteo Rossi, ha partecipato all&#8217;evento finale, tracciando alcune considerazioni collegate al più ampio contesto dell’attualità: è necessario creare “coscienza di luogo”, ovvero domandarsi cosa accade nel territorio attorno a noi e quale impatto hanno l’economia e i nuovi flussi sui territori e sulle persone, e capire come poter rispondere a queste sfide. A volte occorre resistere, a volte cercare di preservare o quanto meno “governare” questi processi, altre magari provare a indirizzarli. Se non proviamo a reagire, l’impatto sulla società può creare fratture e comunità chiuse, che di conseguenza non sono in grado di affrontare le sfide presenti e future. Curare le fratture sociali e le persone più fragili implica però applicare un modello di sviluppo diverso da quello che ci ha portati fin qui, più responsabile, più inclusivo, meno competitivo ed estrattivo di risorse.</p>
<p><em><strong><a href="https://infosostenibile.it/notizia/ora-tocca-noi-seminare-valore-lascia-il-segno" target="_blank" rel="noopener">Leggi tutto l&#8217;articolo su infoSOStenibile</a></strong></em></p>
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		<item>
		<title>Emergenza climatica e negazionismo</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/emergenza-climatica-e-negazionismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 11:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
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					<description><![CDATA[Internet, social media, radio, televisione, convegni, giornali, riviste, libri: sono davvero tanti gli strumenti a disposizione per aumentare la nostra conoscenza e rimanere aggiornati. Allora perché a volte è così [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Internet, social media, radio, televisione, convegni, giornali, riviste, libri: sono davvero tanti gli strumenti a disposizione per aumentare la nostra conoscenza e rimanere aggiornati. Allora perché a volte è così complicato selezionare fonti valide, valutare la fondatezza delle informazioni ed elaborare opinioni solide evitando “reazioni di pancia”?<br />
In effetti, l’era dell’informazione e della conoscenza presenta qualche problema ma, anche se l’emergenza climatica viene a volte banalizzata o addirittura negata, capire dove sta la realtà si può.</p>
<div>
<p>Di questo e di molto altro si è parlato durante tre occasioni particolarmente stimolanti offerte sul territorio bergamasco. Tre convegni su argomenti diversi &#8211; transizione, arte, cambiamenti climatici, spreco di cibo &#8211; che paiono distanti ma che invece sono legati tra loro più di quanto si possa immaginare, approfonditi grazie alla partecipazione di esperti quali <strong>Mario Tozzi, Fabio Ciconte e Telmo Pievani</strong>:<br />
“Art for Planet”, convegno tenutosi nell’ambito del Festival della SOStenibilità; “Sprecare meno, consumare meglio”, incontro organizzato dal DessBg e “Cambiare rotta &#8211; Scienza, divulgazione e scelte individuali per affrontare l&#8217;emergenza climatica”,  curato dai Fridays For Future Bergamo.</p>
<p>Tra i temi trattati anche la necessità di una comunicazione trasparente e completa, dell&#8217;ipocrisia rispetto a giudizi diffusi dai media ma basati su valutazioni sommarie che non tengono conto di tutti gli aspetti e della complessità, e del problema di come far arrivare informazioni e dati a una platea vasta e variegata.</p>
<p><a href="http://infosostenibile.it/notizia/negazionismo-no-grazie-preferisco-informarmi" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per leggere tutto l&#8217;articolo su infoSOStenibile</a></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Festival della SOStenibilità a Bergamo: 13 e 14 maggio</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/241874/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 20:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival della SOStenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 13 e domenica 14 maggio, il centro di Bergamo si prepara a riabbracciare la manifestazione che porta in piazza la cultura della sostenibilità. Il 2023 è un anno di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Sabato 13 e domenica 14 maggio, il centro di Bergamo si prepara a riabbracciare la manifestazione che porta in piazza la cultura della sostenibilità. Il 2023 è un anno di particolare importanza per la città di Bergamo che, insieme a Brescia, vivrà 365 giorni come Capitale Italiana della Cultura.<br />
Tra gli appuntamenti ai quali non mancare ci sarà anche il Festival della SOStenibilità, giunto alla sua 12° edizione, e pronto a tornare con grandi novità.</p>
<p>Cultura, arte, laboratori, approfondimenti ma anche stand espositivi, street food e agricoltura biologica: domenica 14 maggio il Festival sarà arricchito dalla proposta della “BioDomenica” a cura del Bio-Distretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo.<br />
La sostenibilità, la mitigazione degli impatti del cambiamento climatico, la &#8220;città natura&#8221; saranno temi affrontati all&#8217;interno del Festival, anche grazie alla partecipazione di esperti quali ad esempio Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico, autore e conduttore televisivo.</p>
<p>Un&#8217;altra personalità di rilievo presente al Festival, ma per l&#8217;ambito artistico, sarà Andreco, un artista italiano, attivista e ingegnere ambientale specializzato in sostenibilità, che unisce la propria formazione scientifica con il personale percorso artistico.</p>
<p><a href="http://infosostenibile.it/notizia/il-12deg-festival-della-sostenibilita-di-bergamo-torna-primavera" target="_blank" rel="noopener"><strong>Continua a leggere su InfoSOStenibile</strong></a> e rimani aggiornato tramite il <a href="https://www.festivaldellasostenibilita.it/bergamo/presentazione-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sito del Festival</strong> </a></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-241875" src="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/MoodBoardFdS_2023-300x150.jpg" alt="" width="416" height="208" srcset="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/MoodBoardFdS_2023-300x150.jpg 300w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/MoodBoardFdS_2023.jpg 640w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Sulla strada verso un mondo di pace</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/sulla-strada-verso-un-mondo-di-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 15:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
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					<description><![CDATA[Ognuno è chiamato a costruire la pace raccogliendo la sfida del passato verso un futuro possibile. Parlare di pace in modo serio e non superficiale, però, non è semplice. E’ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ognuno è chiamato a costruire la pace raccogliendo la sfida del passato verso un futuro possibile.</p>
<p>Parlare di pace in modo serio e non superficiale, però, non è semplice. E’ naturale e abbastanza ovvio che tutte le persone preferiscano vivere in un mondo di pace anziché di guerra e di conflitto violento. Ma non è cosa altrettanto naturale essere in grado di gestire relazioni pacifiche, o sapere cosa significa veramente lavorare per la pace o conoscere gli strumenti per costruire un mondo dove i conflitti sono risolti senza violenza distruttiva. Infatti certe domande scomode, come ad esempio quelle che pongono la questione sull’opportunità di fornire armi a chi è oppresso da situazioni di violenza estrema, spaccano l’opinione pubblica o rimangono irrisolte alla radice.</p>
<p>Purtroppo la pace è un argomento che torna alla ribalta proprio quando essa non c’è più: i mezzi di comunicazione si focalizzano sulla pace quando scoppiano le guerre, o quando regimi oppressivi usano maggiore violenza del solito, oppure ancora quando situazioni di difficile convivenza tra popoli sfociano in conflitti fratricidi. In tutti gli altri momenti, purtroppo, la pace non è argomento degno di particolare attenzione.</p>
<p>Questo è uno dei punti focali, poiché la pace non è una conquista garantita una volta per tutte e non può essere data per scontata, ma deve essere costruita e sostenuta giorno per giorno. E’ necessario conoscere, informarsi, imparare a costruirla e metterla in pratica sia negli ambiti privati, sia sociali, sia a livello di gestione politica locale, nazionale e internazionale.</p>
<p>E’ quindi sterile disquisire se è opportuno o meno usare le armi e la violenza per difendersi in un conflitto armato, quando ormai la guerra è scoppiata. In una situazione del genere si possono mettere delle toppe, ma è troppo tardi per iniziare a costruire la pace.</p>
<p>La pace, infatti, non è la soluzione del problema guerra, bensì lo strumento per evitare la guerra, per prevenire l’uso della violenza. Se ci si pone il problema di usare mezzi pacifici solo quando la violenza ha ormai preso il sopravvento, non si può pretendere di vivere in un mondo di pace con basi serie e solide.</p>
<p>Come ha ben sottolineato Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo nell’incontro tenutosi il 2 dicembre scorso a Ponte San Pietro (BG), la pace non è una buona intenzione, ma una precisa scelta pratica, una scelta politica. Una decisione che deve essere presa ogni giorno e per la quale bisogna spendersi impiegando risorse, mezzi, energie e tempo.</p>
<p><a href="http://infosostenibile.it/notizia/sulla-strada-verso-un-mondo-di-pace" target="_blank" rel="noopener">Continua a leggere su InfoSOStenibile</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Imbrattiamo il Pianeta ma nessuno s’indigna</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/imbrattiamo-il-pianeta-ma-nessuno-sindigna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 21:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia climatica]]></category>
		<category><![CDATA[InfoSOStenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Non c’è un vetro di protezione ad arginare i danni che stiamo infliggendo alla nostra Terra e casa. I segnali, le evidenze e le concrete conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti. Eppure non si fanno scelte serie per contrastare chi rovina il nostro Pianeta provocando una crisi climatica e ambientale senza precedenti: tante discussioni, pochissime decisioni, mai risolutive. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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<div dir="auto">
<h4>Dalla reazione alla riflessione, il passo è lungo.<br />Eppure stiamo rovinando un’opera dal valore inestimabile</h4>
<p>E&#8217; facile indignarsi per un gesto radicale, seppur non violento, che ha portato a imbrattare in quasi tutti i casi solamente i vetri protettivi delle opere d’arte. Anzi: è sicuramente comprensibile e condivisibile il risentimento spontaneo che sovviene alla vista di opere d’arte all’apparenza rovinate irreparabilmente. Che c’entrano questi emblemi universali di cultura e sensibilità artistica con l’emergenza climatica e ambientale del Pianeta?</p>
<div>
<p><span>Sembrerebbe poco o nulla. Ma se la </span><em>reazione</em><span> immediata è di sorpreso sconcerto per lo stridore di due ambiti apparentemente scollegati, la </span><em>riflessione</em><span> successiva dovrebbe essere meno semplicistica che concludere di non condividere i metodi. La reazione di gran parte dell’opinione pubblica era di certo prevista dai giovani attivisti di “ultima generazione”, i quali già dal nome dimostrano di avere chiara l’urgenza di fondo di una questione ambientale planetaria che, per quanto inesorabile, è troppo lenta nel suo esplicarsi per provocare reazioni concrete nelle politiche pubbliche o nello scardinare le abitudini della gente. Tutti siamo interessati solo a quello che ci tocca da vicino, qui e ora, tra un anno o due al massimo.</span></p>
<p><span>Eppure tutti sappiamo che stiamo consumando più risorse di quanto la Terra sia in grado di rigenerare, provocando cambiamenti climatici e ambientali che mettono in serio rischio non solo la qualità di vita, ma la sopravvivenza stessa della specie umana. Siamo abituati ad un livello di benessere e di comodità che tutti fatichiamo a limitare, frutto di modalità di consumo di beni, di servizi e di energia, che pensiamo sempre disponibili. L’attuale crisi energetica è l’ennesima evidenza che il sistema non funziona in questo modo, tuttavia, un cambiamento serio dei nostri stili di vita o nelle politiche di decarbonizzazione dell’economia resta nei fatti improponibile.</span></p>
<p><a href="https://infosostenibile.it/notizia/imbrattiamo-il-pianeta-ma-nessuno-s-indigna" target="_blank" rel="noopener"><strong>Continua a leggere sul sito della testata InfoSOStenibile</strong></a></p>
</div>
</div>
</div></div>
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