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		<title>L&#8217;economia solidale in movimento</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 15:05:20 +0000</pubDate>
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<p><strong>In occasione del suo 20° anniversario, il Movimento per l&#8217;Economia Solidale francese</strong> ha lanciato la pubblicazione di un libro per raccontare l&#8217;economia solidale e la storia del suo movimento. Dall&#8217;appello per un&#8217;economia solidale pubblicato su Le Monde il 18 ottobre 1995, sono passati 27 anni e le iniziative di solidarietà dei cittadini si sono diffuse e strutturate in un&#8217;economia solidale in movimento. <strong>L&#8217;economia solidale è stata in grado di innovare in molti ambiti dell&#8217;attività umana, di strutturarsi nei territori e in molti settori, di attraversare Paesi e continenti e di dialogare con altri approcci</strong>. Si è affermata l’economia sociale solidale (in Francia con una legge nazionale del 2014 e politiche pubbliche a sostegno) e il dibattito sul futuro è quanto mai vivace.</p>
<p>I circa cinquanta collaboratori di questo libro raccontano come hanno partecipato a una <strong>trasformazione dinamica della società basata sull&#8217;impegno dei cittadini</strong> è diventato “L’économie solidaire en mouvement (Economia solidale in movimento), un lavoro collettivo per capire come l&#8217;economia solidale contribuisca a trasformare le nostre vite per un mondo migliore. Tra gli autori principali, Jean Louis LAVILLE, Josette COMBES e Bruno LASNIER, riferimenti storici in Francia e non solo: fanno tutti parte di RIPESS Europe, la rete europea a cui aderisce anche RIES. Quest’anno &#8211; a undici anni dalla fondazione della rete -, è stato deciso di <strong>rifare il manifesto dell’economia solidale europeo</strong>, un esercizio per ripensare nell’attuale contesto cosa sta alla base e accomuna le molte organizzazioni che aderiscono da oltre 20 paesi. Non è un caso che anche<strong> in Spagna si sia fatto un simile percorso &#8211; e ne è uscita una campagna (“Siamo tutti parte dello stesso cambiamento!”)</strong>. E così anche in Italia &#8211; dove <strong>RIES ha avviato un processo di revisione della Carta dell&#8217;Economia Solidale</strong> che ha visto le prime tappe quest’anno a Venezia e a Firenze e che continuerà l’anno prossimo, possibilmente con forum territoriali in tutto il paese.</p>
<p><strong>Un Paese in movimento, “insorgente” come gli operai della GKN</strong>, la fabbrica che in questi giorni ha fatto una consultazione popolare sul territorio con tanto di seggi e voto registrato e la partecipazione di oltre 16000 persone, che hanno confermato la richiesta di un intervento pubblico con l’intenzione di trasformarla in una <strong>“fabbrica socialmente integrata” con il territorio</strong>. E’ già stata costituita una <strong>Società Operaia di Mutuo Soccorso e un GAS, collegando la fabbrica ai circuiti dei produttori locali ed dell’economia solidale</strong>. E si sta co-progettando una riconversione alla produzione per l’energia rinnovabile e la mobilità sostenibile.</p>
<p>Altro percorso di una comunità territoriale forte e intenzionale è quello di <strong>Mondeggi bene comune</strong> &#8211; fattoria senza padroni, anch’essa alle porte di Firenze, dove grazie (o nonostante) i fondi del PNRR partirà una <strong>co-progettazione con la città metropolitana</strong> per un progetto di ampio respiro che dovrebbe mantenere e consolidare il cuore agroecologico e comunitario, a partire dal 2026… la partita è tutta da giocare, ma le idee non mancano. Non possiamo non citare, a tal proposito, il <strong>sistema di garanzia partecipata condiviso che si sta sviluppando insieme a Rete Humus</strong> &#8211; dove gli aspetti agronomici, agroecologici, sociali e comunitari siano equamente rappresentati, sia nel metodo che nella governance, con un <strong>Forum Agrocivico</strong>. Per questo si stanno creando legami tra i produttori di Rete Humus e i territori e filiere dell’economia solidale, in modo da apprendere gli uni dagli altri e fare rete e sinergia localmente. </p>
<p>Infine, brulicano le proposte per le <strong>Comunità energetiche rinnovabili e solidali (CERS)</strong>, da nord a sud… in attesa dei decreti attuativi che dovrebbero finalmente vedere la luce in questi giorni. Vari soci della RIES sono coinvolti e hanno già cominciato a condividere idee e competenze. Sono davvero tante le iniziative che vediamo nascere o continuare a svilupparsi &#8211; empori e food coop, nuove forme di distribuzione solidale, spazi auto-gestiti, cooperative di comunità, CSA, fondi co-gestiti e prestiti sociali… nonostante le crisi multiple internazionali che continuano a sovrapporsi. <strong>E’ un segnale positivo e che dà speranza</strong>, per il passaggio da un anno tragico come quello che sta finendo al prossimo, che si apre con nuove sfide. <strong>Il movimento dell&#8217;economia solidale c&#8217;è e si mette in gioco</strong>.</p></div>
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