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	<title>Venezia 2022 | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<title>Venezia 2022 | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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		<title>Le radici di un futuro possibile</title>
		<link>https://rete-ries.it/dai-territori/le-radici-di-un-futuro-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 12:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni diversi movimenti critici nei confronti del sistema dominante hanno cominciato a confrontarsi e a convergere attorno a tre questioni chiave: la necessità di contrastare la crisi ecologica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni diversi movimenti critici nei confronti del sistema dominante hanno cominciato a confrontarsi e a convergere attorno a tre questioni chiave: la necessità di contrastare la crisi ecologica in uno scenario post-crescita; l’affermazione che questo processo debba procedere attraverso una prospettiva decoloniale e l’ambizione che questo obiettivo debba essere raggiunto senza riprodurre sistemi di dominio e sfruttamento (classismo, patriarcato, omotransfobia, xenofobia e razzismo, abilismo…).</p>
<p>Immaginare un sistema economico che non rischi di riproporre schemi di dominio vuol dire decostruire costrutti culturali complessi e interiorizzati, riportare i margini al centro della discussione collettiva e dargli parola e potere.</p>
<p>Da <a href="http://comune-info.net" target="_blank" rel="noopener"><em>Comune-info</em></a>, un bell&#8217;articolo di Michel Cardito che parte dal Venice Climate Camp2022 che si è tenuto immediatamente dopo i lavori del Convegno sulla Decrescita di settembre 2022 e che ha visto la partecipazione di molti e molte giovani.</p>
<p>Un grande striscione all’ingresso del campeggio recitava <strong>“Degrow the North, Decolonize the South, Defund Capitalism”, </strong>uno slogan che racchiude alcuni concetti chiave attorno ai quali sembra si stia prefigurando lo scenario di cambiamento di cui abbiamo bisogno per affrontare la crisi multilivello in cui ci troviamo.<strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http:/https://comune-info.net/le-radici-di-un-futuro-possibile" target="_blank" rel="noopener"><strong><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Leggi l&#8217;articolo su Comune-info</div></div></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_241858" style="width: 413px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-241858" class=" wp-image-241858" src="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/Venice-Climate-Camp-2022-300x204.jpg" alt="" width="403" height="274" srcset="https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/Venice-Climate-Camp-2022-300x204.jpg 300w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/Venice-Climate-Camp-2022-768x522.jpg 768w, https://rete-ries.it/wp-content/uploads/2023/04/Venice-Climate-Camp-2022.jpg 1024w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" /><p id="caption-attachment-241858" class="wp-caption-text">Giovani al Venice Climate Camp 2022</p></div>
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		<title>La lunga strada della decrescita</title>
		<link>https://rete-ries.it/incontri/la-lunga-strada-della-decrescita-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mar Berrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 08:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incontri RIES]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Per capire quanto l’incontro sulla<span> </span><a href="https://comune-info.net/ventanni-di-decrescita/">decrescita<span> </span></a>promosso a Venezia costituisca un passo avanti della capacità di analisi e di proposta dei movimenti serve del tempo. Il dominio della velocità e quello di quantificare non sono amati da queste parti. Di certo la decrescita non è più solo un insieme di idee ma esperienze e inziative diverse, messe su sempre più spesso con la consapevolezza che esiste un nesso tra la conversione ecologica e la trasformazione delle relazioni sociali. <em><strong>Scrive Paolo Cacciari: “Si tratta di intrecciare relazioni convergenti tra quanti sono impegnati nella costruzione di una società nonviolenta, decolonizzata, depatriarcalizzata, non specista, decarbonizzata … e, prima di tutto, smilitarizzata. Il dramma della guerra, assiema quello dell’emigrazione, ha attraversato ogni tavolo di discussione…”</strong></em></p>
<p><strong>Articolo Completo:</strong> <a href="https://comune-info.net/la-lunga-strada-dellla-decrescita/">https://comune-info.net/la-lunga-strada-dellla-decrescita/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Decrescita silenziosa. Intervista ad Amaia Pérez Orozco</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/decrescita-silenziosa-intervista-ad-amaia-perez-orozco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 15:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo la femminista spagnola è necessario discutere in modo radicale e democratico il concetto di “vita dignitosa” e capire come organizzarci per sostenerla in modo collettivo, con cura, mutualismo e in equilibrio ecologico con il Pianeta]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>Proponiamo di seguito l&#8217;intervista di Chiara Spadaro a Amaia Pérez Orozco, pubblicata su <a href="https://altreconomia.it/decrescita-silenziosa-intervista-ad-amaia-perez-orozco/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Altreconomia.it</strong></a></em></p>
<p>Quando Amaia Pérez Orozco, nel giardino dell’Università IUAV di Venezia che dal 7 al 9 settembre 2022 ha ospitato la conferenza<span> </span><a href="https://altreconomia.it/decrescita-se-non-ora-quando-al-via-la-conferenza-di-venezia/" target="_blank" rel="noopener">“Decrescita: se non ora quando?”</a>, parla della posizione “silenziosa” che ha assunto da qualche tempo a questa parte, tornano alla mente le parole del poeta Andrea Zanzotto, proprio su questa città: “Tacerla al massimo, Venezia, per entrarvi”. Così, a volte, si sente il bisogno di fare un passo indietro e rimettersi in ascolto, “decrescere nelle parole e nell’esposizione pubblica”, come dice lei, femminista spagnola nata a Burgos e oggi attiva a Bilbao, dopo vent’anni trascorsi a Madrid, autrice del libro “Subversión feminista de la economía: aportes para un debate sobre el conflicto capital-vida” (Traficantes de sueños, 2014). Secondo l’autrice, è necessario discutere in modo radicale e democratico il concetto di “vita dignitosa” e capire come organizzarci per sostenerla in modo collettivo, con cura, mutualismo e in equilibrio ecologico con il Pianeta.<br />Piccola eccezione in questa sua fase silenziosa, Amaia è intervenuta alla Conferenza sulla decrescita, nella plenaria dedicata al “Buen vivir/Vivir bien. Che cos’è una buona vita? Oltre il paradigma del benessere, ripensare il senso e la qualità della vita”. Già nel 2021 era venuta in Italia, ospite del laboratorio TiLT (<a href="http://tiltransition.eu/" target="_blank" rel="noopener">Territori in Libera Transizione</a>). “Sono attiva nei movimenti sociali, in particolare femministi, ma non solo: ci sono il mondo ecologista e quello delle occupazioni, ad esempio, e per tutti questi la decrescita è un fondamento politico comune”, dice.</p>
<p><strong>Come si sta sviluppando il movimento della decrescita in Spagna?</strong><br /><strong><span>APO</span></strong><span> </span>Una decina d’anni fa erano presenti più collettivi che facevano riferimento in modo esplicito al mondo della decrescita. Mi sembra che adesso il movimento che usa ancora questo nome abbia meno forza. Ma quello che si è rafforzato dopo, come il movimento ecologista o della transizione eco-sociale, ha preso ispirazione da lì. Anche nel mondo femminista non si usa spesso la parola decrescita, ma i temi su cui riflettiamo e ci attiviamo nel quotidiano sono gli stessi.</p>
<p><strong>Secondo te per quale motivo questa parola è meno forte di un tempo?</strong><br /><strong><span>APO</span></strong><span> </span>In generale mi sembra che la parola “decrescita” non stia aggregando: non genera facilmente entusiasmi. D’altra parte, dal punto di vista del linguaggio, non abbiamo ancora trovato delle alternative condivise. Ad esempio, dal mio punto di vista, l’espressione “società della cura” ha il limite di negare il conflitto eteropatriarcale della cura. Nel mondo ispanofono abbiamo usato “buen vivir”, ma anche questo non ha funzionato molto bene. Inoltre, si rischia di appropriarsi di questi termini che provengono dalle lingue indigene (<em>sumak kawsay</em><span> </span>nelle lingue quechua,<span> </span><em>suma q’amaña</em><span> </span>in aymara). E ci mancano parole condivise tra diversi Paesi. Il problema comunque è di fondo, credo: nel pensiero, più che nelle parole, su cui poi si riflette questa debolezza. Non abbiamo ancora trovato un orizzonte condiviso nella transizione eco-sociale; abbiamo molti elementi, ma finora non siamo riusciti a combinarli insieme.</p>
<p><strong>Da questo punto di vista, quali strumenti ci offre la prospettiva ecofemminista?</strong><br /><strong><span>APO</span></strong><span> </span>L’ecofemminismo ci ricorda che non possiamo negare la vulnerabilità della vita e dei processi che la sostengono, e che dobbiamo mettere al centro l’interdipendenza, uscendo dall’androcentrismo ed evidenziando i conflitti e le contraddizioni, anziché costruire un discorso buonista. Si tratta, oggi, di intrecciare i temi classici del femminismo alla domanda: qual è la vita che vogliamo vivere? E la risposta sta anche nel pensiero della decrescita, che al centro non pone il mercato, ma i processi vitali.</p>
<p><em>Il libro di Amaia Pérez Orozco è stato tradotto in inglese da Liz Mason-Deese e uscirà presto per la casa editrice nordamericana Common Notions,<span> </span><a href="http://commonnotions.org/feminist-subversion-economy#:~:text=The%20Feminist%20Subversion%20of%20the%20Economy%20makes%20the%20connection%20between,a%20just%20economy%2C%20and%20a" target="_blank" rel="noopener">“The Feminist Subversion of the Economy”</a>.</em></p></div>
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		<title>La lunga strada della decrescita</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/la-lunga-strada-della-decrescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 14:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Comune-Info]]></category>
		<category><![CDATA[Descrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Per capire quanto l’incontro sulla decrescita promosso a Venezia costituisca un passo avanti della capacità di analisi e di proposta dei movimenti serve del tempo. Di certo la decrescita non è più solo un insieme di idee ma esperienze e iniziative diverse, sempre più spesso con la consapevolezza che esiste un nesso tra la conversione ecologica e la trasformazione delle relazioni sociali.]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>Proponiamo di seguito l&#8217;articolo di Paolo Cacciari pubblicato su <a href="https://comune-info.net/la-lunga-strada-dellla-decrescita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>COMUNE-INFO.NET</strong></a> </em></p>
<p> Duecentosessantacinque persone (il massimo consentito dalla capienza delle aule messe a disposizione dall’università di architettura di Venezia), di tutte le età e le provenienze geografiche, impegnate per tre giorni in quattro plenarie (con, tra gli alte/i, Vandana Shiva, Amalia Perez Orozco, Viviana Asara, Deborah Lucchetti, Silvia Galassi, Alice dal Gobbo, Lorenzo Velotti, Carlo Modenesi, Jean Louis Allion, Rocco Altieri, Luigi Pellizzoni, Emanuele Leonardi e, da remoto, Serge Latouche, Helena Norberg-Hodge, Timothée Parrique, Jason Hikel, Silvia Federici), divise in quindici gruppi di discussione su tematiche specifiche (dall’agroecologia alle economie trasformative, dall’ecomarxismo alla democrazia della Terra, dalla cooperazione internazionale alla pace e alla nonviolenza, dalla pedagogia alla spiritualità), ben preparati da documenti e bibliografie di base (tutti i materiali, comprese le registrazioni, sono consultabili sul sito<span> </span><a href="http://www.venezia2022.it/">www.venezia2022.it</a>), segnalano l’esistenza di un interesse diffuso e segnano il successo dell’incontro di Venezia sulla decrescita dello scorso settembre organizzato dalle due associazioni che si occupano di decrescita in Italia e dalla Rete dell’economia solidale con la locale associata Aeres. Ma,<span> </span><strong>per capire se l’incontro costituisca anche un passo avanti della capacità di analisi e di proposta del movimento per la decrescita, servirà ancora del tempo</strong>, necessario per far sedimentare nelle realtà associative presenti i discorsi che qui si sono sentiti.</p>
<p><strong>Qualcosa però la si può già dire. Innanzitutto, la conferma che il pensiero della decrescita – quella scelta, desiderata, programmata… – è scesa dal limbo delle (sole) idee (cosmovisioni) e si sta incarnando</strong><span> </span>(vedi le riflessioni del gruppo <a href="https://degrowth.info/en/blog/author/11060">The EmboDegrowth Lab</a>, traduzione a cura del <a href="https://www.decrescita.it/gruppo-internazionale/">Gruppo Internazionale Decrescita</a>)<span> </span><strong>in pratiche e in politiche riconoscibili</strong>. Ciò aiuta a far capire<span> </span><em>Che cos’è la decrescita oggi</em>, come recita il titolo dell’ultimo libro di Kallis, Paulson, D’Alasia, Demaria (Edizioni Ambiente, 2022), presentato a Venezia. Alcuni approfondimenti, specie in materia di agroecologia, di energia, di salute, educazione e di assetto del territorio ci dicono che la strada sarebbe già ben segnata, solo a volerla percorrere. Ecco allora che<span> </span><strong>emerge prepotentemente il nesso tra transizione ecologica e trasformazione delle relazioni sociali di potere</strong>. La decrescita – all’opposto della recessione e dell’impoverimento – è intrinsecamente democratica (“<em>Democrazia della Terra</em>”), per la semplice ragione che è sinonimo di condivisione, di equo accesso ai beni comuni e di uso (responsabile e sostenibile) delle risorse naturali. Insomma, ancora una volta, è apparso evidente, che le dimensioni ecologica e sociale non sono separabili.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="480" src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-464302" srcset="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1024x480.jpg 1024w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-700x328.jpg 700w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-300x141.jpg 300w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-768x360.jpg 768w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1536x720.jpg 1536w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-1320x619.jpg 1320w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n-500x234.jpg 500w, https://comune-info.net/wp-content/uploads/2022/09/305453079_10159950879826131_6937265107564991858_n.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p><strong>Il capitalismo, nelle diverse forme storiche e locali, impone la sua etica totalizzante</strong><span> </span>(competizione, sfruttamento, avidità ecc.) e il suo “regime ecologico” (devastazione e artificializzazione dello spazio vitale tramite la bio-geoingegneria). Da qui la grande preoccupazione che la “svolta ecologica” più volte annunciata (da cinquant’anni, nei vertici Onu e nelle Conferenze sul clima) dalla Commissione Europea e dai governi sia in realtà un semplice pretesto, un grimaldello, per innescare (per di più, con denaro pubblico) un nuovo ciclo di crescita dei profitti, dell’accumulazione, della produzione di beni di consumo. Oltre il semplice<span> </span><strong>greenwashing</strong>, la mercificazione e la finanziarizzazione della natura.</p>
<p>L’incontro di Venezia ha colto anche una novità nel dibattito politico internazionale con l’emergere di un aggiornato ecosocialismo (da James O’Connor, a Bellamy Foster, a Jason Moore) che potrebbe facilitare l’auspicato processo di convergenza tra i movimenti sociali e quelli ambientalisti. I lavori di Jason Hickel (<em>Siamo ancora in tempo! Come una nuova economia può salvare il Pianeta</em>, Il Saggiatore 2021) aprono la sfida della decrescita direttamente al cuore delle politiche economiche e monetarie. La presenza all’incontro di Venezia di attivisti dei movimenti contadini, operai, dell’economia e del commercio solidale, assieme ai promotori della convergenza italiana della Società della cura, fanno ben sperare in possibili sviluppi. Certo, la parola decrescita suscita ancora riserve e incomprensioni in molti movimenti pure si battono per una “vita dignitosa” (buen vivir).<span> </span><strong>Si tratta<span> </span></strong>allora<strong><span> </span>di intrecciare relazioni convergenti tra quanti sono impegnati nella costruzione di una società nonviolenta, decolonizzata, depatriarcalizzata, non specista, decarbonizzata … e, prima di tutto, smilitarizzata. Il dramma della guerra, assieme a quello dell’emigrazione, ha attraversato ogni tavolo di discussione</strong>. E qui, più evidenti, sono emersi i limiti e l’inadeguatezza delle risposte in atto. Ma, tutte e tutti gli intervenuti sono stati concordi nel dire che non ci possiamo permettere il pessimismo.</p>
<p>Non sono mancate le idee su come proseguire l’incontro di Venezia, incominciando ad aprire a chiunque voglia partecipare e a rendere permanenti i quindici gruppi di discussione già avviati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Serge Latouche: la sfida della decrescita oggi</title>
		<link>https://rete-ries.it/soci/notizie-soci/serge-latouche-la-sfida-della-decrescita-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 10:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dai media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai soci]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[L'intervento di Serge Latouche  ha aperto a Venezia la Conferenza internazionale della decrescita.]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><span>A vent&#8217;anni dal lancio del concetto di decrescita, quali sfide presenta lo scenario odierno?<br />Ne parla Serge Latouche, nell&#8217;intervento raccolto da Mauro Bonaiuti dell’Ass. per la decrescita, con cui è stata aperta a Venezia la </span><strong><a href="https://www.decrescita.it/category/conferenze/">Conferenza internazionale della decrescita</a>.</strong></p>
<p><strong><a href="https://comune-info.net/ventanni-di-decrescita/" target="_blank" rel="noopener">Leggi di più e guarda il video su ComuneINFO</a></strong></p></div>
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		<item>
		<title>Venezia 2022 Decrescita: se non ora quando?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 2022]]></category>
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<p>Dieci anni dopo Venezia 2012, si terrà l&#8217;evento VENEZIA 2022 &#8211; “DECRESCITA: SE NON ORA QUANDO? Dall&#8217;illusione della crescita verde ad una democrazia della terra”.</p>
<p>L’incontro verterà sui temi della sostenibilità ambientale, dell’equità sociale, della democrazia e della pace ed avrà come base la discussione di alcuni documenti elaborati e condivisi da gruppi aperti su varie tematiche quali: pace e nonviolenza; l’idea di comunità; la cosmovisione della decrescita; un’uscita di emergenza dalla crisi economica; fare salute; la filiera agroalimentare nel contesto della agroecologia; educare alla saggezza, le reti dell’economia solidale e sostenibile.</p>
<p>L’incontro si terrà dal 7 al 9 settembre presso la sede di Santa Marta, dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, mentre il 10 settembre ci si sposterà al Venice Climate Camp.</p>





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