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	<title>AbitiPuliti | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<description>Rete Italiana Economia Solidale</description>
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	<title>AbitiPuliti | RIES - Rete Italiana Economia Solidale</title>
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	<item>
		<title>Sfashion weekend: la moda giusta dal giusto punto di vista</title>
		<link>https://rete-ries.it/evento/sfashion-weekend-la-moda-giusta-dal-giusto-punto-di-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[Fair]]></category>
		<category><![CDATA[Moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Sfashion Weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[In concomitanza con la Fashion Week di Milano, parte l&#8217;evento alternativo &#8220;Sfashion Weekend&#8221; per mettere in discussione il modello dominante della moda. Si tratta del primo festival in Italia dedicato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In concomitanza con la Fashion Week di Milano, parte l&#8217;evento alternativo &#8220;Sfashion Weekend&#8221; per mettere in discussione il modello dominante della moda.</p>
<p>Si tratta del primo festival in Italia dedicato alla transizione giusta nella moda, organizzato dalla <a href="https://www.abitipuliti.org/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Campagna Abiti Puliti</strong></em></a> insieme a Fair e numerose realtà della società civile.</p>
<p>Dal 21 al 23 febbraio, il centro culturale Mosso ospita tre giorni di dibattiti, performance, una mostra e momenti di scambio per raccontare che è possibile ribaltare quell’universo che si nutre di sfruttamento, inquinamento e disuguaglianze su scala globale</p>
<p><a href="https://www.abitipuliti.org/wp-content/uploads/2025/01/Programma-Sfashion-Weekend_21-23-febbraio_compressed.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Clicca qui per scaricare il programma</strong></em></a></p>
<p><a href="https://www.abitipuliti.org/eventi/sfashion-weekend-festival-transizione-giusta-nella-moda/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Clicca qui per maggiori informazioni</strong></em></a></p>
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		<item>
		<title>Abiti puliti: incontro sulla povertà lavorativa</title>
		<link>https://rete-ries.it/evento/abiti-puliti-incontro-sulla-poverta-lavorativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[povertà lavorativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Povertà lavorativa: strumenti per l&#8217;emergenza, dall&#8217;UE all&#8217;Italia Campagna Abiti Puliti e Università degli Studi Roma Tre invitano tutti i cittadini e le cittadine, le organizzazioni, i sindacati, le imprese, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Povertà lavorativa: strumenti per l&#8217;emergenza, dall&#8217;UE all&#8217;Italia</strong><br />
Campagna Abiti Puliti e Università degli Studi Roma Tre invitano tutti i cittadini e le cittadine, le organizzazioni, i sindacati, le imprese, i ricercatori e gli studenti interessati a una tavola rotonda sulla povertà lavorativa in Italia.</p>
<p>Quali sono i dati reali? Quali soluzioni è possibile mettere in campo? Quali sono gli strumenti disponibili a livello nazionale ed europeo?</p>
<p>All&#8217;evento ascolteremo il parere di espertə ed esponenti del mondo accademico e sindacale, delle imprese e della società civile che da anni lavorano sul tema, per cercare le giuste modalità per costruire una vertenza unitaria.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà a Roma il prossimo 14 febbraio 2024 alle 14:00, presso lo Spazio Europa in via IV Novembre 149, con registrazione e welcome coffee.</p>
<p>Interventi:</p>
<p>Laura Calafà, giuslavorista, Università di Verona<br />
Maurizio De Carli, responsabile dipartimento relazioni sindacali CNA Nazionale<br />
Marianna Filandri, sociologa, Università di Torino<br />
Giovanna Labartino, economista, Centro Studi Confindustria<br />
Deborah Lucchetti, coordinatrice Campagna Abiti Puliti<br />
Mattia Pirulli, segretario confederale, CISL<br />
Francesca Re David, segretaria confederale CGIL<br />
Pasquale Tridico, economista, Università RomaTre<br />
Modera: Pasquale De Muro, economista, Università RomaTre</p>
<p><em><strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeXlHfb0lpcY1hPiyTORRFz8uA6993XINnk1b44icd0YyUH4A/viewform" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per iscriverti</a></strong></em></p>
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		<item>
		<title>Petizione per i 10 anni dal crollo di Rana Plaza</title>
		<link>https://rete-ries.it/notizie-campagne/petizione-per-i-10-anni-dal-crollo-di-rana-plaza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 10:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalle campagne]]></category>
		<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[EquoGarantito]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion Revolution]]></category>
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					<description><![CDATA[Dieci anni dal crollo del Rana Plaza: a che punto sono le condizioni di lavoro in Bangladesh? Quest&#8217;anno ricorrono i dieci anni dal crollo del Rana Plaza, avvenuto il 24 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" dir="auto">
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<div dir="auto">Dieci anni dal crollo del Rana Plaza: a che punto sono le condizioni di lavoro in Bangladesh?</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Quest&#8217;anno ricorrono i dieci anni dal crollo del Rana Plaza, avvenuto il 24 aprile 2013, in cui persero la vita 1.138 persone. I lavoratori e le lavoratrici delle cinque fabbriche di abbigliamento presenti nell&#8217;edificio sapevano che la struttura non era sicura, visto che erano stati evacuati il giorno prima. Ma sotto la minaccia di perdere un mese di salario e senza avere un sindacato che li rappresentasse, sono stati costretti a entrare. Molte questioni che hanno contribuito a questo disastro evitabile, come la povertà dei salari e la repressione del diritto di organizzarsi rimangono irrisolte.</div>
<div dir="auto">Solo nel campo della sicurezza nelle fabbriche, dove sindacati e oltre 40 tra i più grandi marchi della moda si sono uniti in un programma vincolante, i progressi sono stati notevoli e duraturi.</div>
<div dir="auto">12 marchi invece hanno deciso di anteporre i propri profitti alla vita dei lavoratori in Bangladesh e Pakistan, non firmando l&#8217;Accordo: Amazon, ASDA, Columbia Sportswear, Decathlon, Ikea, JC Penney, Kontoor Brands (Wrangler, Lee e Rock &amp; Republic), Levi&#8217;s, Target, Tom Tailor, URBN (Urban Outfitters, Anthropologie, Free People) e Walmart.</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Unitevi a noi per dire a questa sporca dozzina che quando è troppo è troppo.</div>
<div dir="auto">Firmate la petizione: <a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1fey0fg" tabindex="0" role="link" href="http://www.eko.org/Rana-Plaza?fbclid=IwAR2q415InasSzqq24TO7wQyOy03ovtIulheJvqiVniB4RRZd-Fur59QYOP4" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.eko.org/Rana-Plaza</a></div>
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</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Lavoro, rilocalizzazione e giustizia sociale: la sfida della filiera tessile</title>
		<link>https://rete-ries.it/incontri/giustizia-sociale-abitipuliti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mar Berrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 14:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incontri RIES]]></category>
		<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[economia sociale solidale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tessile sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervento di Deborah Lucchetti (Fair e campagna Abiti Puliti) alla giornata di Firenze sulle Sfide dell’economia solidale Parto da uno dei tanti viaggi durante la pandemia, da casa: quando abbiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Intervento di Deborah Lucchetti (Fair e campagna Abiti Puliti) alla giornata di Firenze sulle Sfide dell’economia solidale</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parto da uno dei tanti viaggi durante la pandemia, da casa: quando abbiamo affrontato la crisi che ha improvvisamente congelato il commercio internazionale. L’economia tossica, marcia, si interrompe drasticamente. Milioni di lavoratori e lavoratrici del settore tessile hanno dovuto gestire i vari <em>lockdown</em> con condizioni di congelamento e un successivo tentativo di normalizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che abbiamo osservato negli ultimi mesi è l’esplosione dell’economia nel settore tessile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo di fronte a una grande esplosione del mondo del lavoro. Parliamo di milioni di lavoratori e lavoratrici, principalmente soggetti vulnerabili, donne di colore e giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo campagne come Abiti puliti perché rivendichiamo il diritto fondamentale a un lavoro dignitoso per chiunque, per qualunque lavoratore o lavoratrice su questa terra, ma è chiaro che ci troviamo di fronte a una crisi sistemica multilivello che difficilmente potrà essere risolta con le risposte tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto drammatico è il definitivo disaccoppiamento tra profitti e salari. L’Italia, in questo, è campione a livello europeo; è l’unico paese OCSE che ha visto diminuire drammaticamente il potere di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La globalizzazione come l’abbiamo conosciuta e contestata vent’anni fa, prima a Genova e poi a Firenze, non esiste più. Esiste una ristrutturazione, una riorganizzazione rapida – e in questo il capitale è molto bravo, veloce, capace: di fatto sta già scorgendo nella ri-localizzazione delle unità produttive un’opportunità di sviluppo molto importante, complice la situazione geopolitca internazionale: costi energetici alle stelle, crisi internazionali di filiere, il fatto che ormai i trasporti turistici siano decuplicati.&nbsp; La rilocalizzazione – un tema ormai molto caro a noi dell’economia solidale –, ossia riportare le economie vicine a livello di prossimità, in un’ottica di governance territoriale, è una strategia che stanno adottando le imprese multinazionali: è più conveniente tornare a produrre in Italia e in Europa, dove le condizioni di lavoro, di vita e salariali sono del tutto competitive e comparabili oggi, in termini proporzionati e relativi al contesto nazionale, a quelle dell’Asia. Si chiama tecnicamente “<em>re-shoring”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa vuol dire dunque ragionare di alternative in campi così difficili e complessi come quello del tessile, che ha anche input tecnologici diversi? L’agroecologia funziona perché priva di input chimici, non naturali, e può essere più facilmente sganciabile dalla logica di mercato di mercificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi come campagna dedichiamo molto tempo a combattere il <em>greenwashing</em>, il <em>farmwashing</em>, l’<em>ethicalwashing</em>; tutte espressioni con cui le imprese sono così capaci di comunicare dei comportamenti talmente fuorvianti che ci convincono che quel prodotto è non solo necessario ma anche buono, eticamente accettabile. Io vorrei aggiungere un altro elemento, un’altra categoria di green washing: quella politica, quella pubblica. Uno dei più grandi successi del mercato, negli ultimi 10 anni, è la capacità di utilizzare il <em>greenwashing</em> per convincerci che era possibile non solo affermare un simbolo, quello dello sviluppo sostenibile, ma anche venderci dei prodotti che di fatto contenessero sostenibilità sociale, ambientale ed economica contemporaneamente. Questo è un ossimoro: i limiti dello sviluppo, le crisi climatiche ci dimostrano che non è possibile continuare ad estrarre materie prime, a produrre prodotti inutili, senza violentare e violare la biosfera. Il concetto di sviluppo sostenibile, di crescita sostenibile è un concetto per riutilizzare la crisi ambientale a vantaggio di pochi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo sicuramente uscire da una logica lineare dell’economia e da obsolescenze programmate, in cui si entra con un prodotto – con una logica estrattiva – e si finisce con un rifiuto in maniera anticipata e veloce. Il problema non è produrre cose utili per il valore d’uso, ma produrre e consumare rapidamente per fatturare di più, ed è questa per esempio la logica che caratterizza la fast fashion.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia europea sull’economia circolare parla di “qualità di una vita”, “utilizzo prolungato”, “riparazione di uso”, e la mette al centro delle politiche e dei protocolli operativi che poi vanno ad orientare le politiche nazionali su questo tema, ma non si fa menzione della questione della giustizia sociale. Lo abbiamo scoperto e anche denunciato. Dal punto di vista di questa strategia politica europea, si potrebbe parlare di circolarità dell’economia, di sostenibilità, di transizione ecologica senza contemplare una riflessione su cosa sia la giustizia sociale e su come sia possibile trattare la transizione ecologica senza riconoscere al lavoro la centralità che merita, senza coinvolgere il mondo del lavoro e senza far riferimento a quei limiti strutturali che producono l’ingiustizia, l’ineguaglianza che noi denunciamo e milioni di lavoratori poveri nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando parlo di <em>greenwashing</em> strutturale, penso che dovremmo rivolgere particolare attenzione a questo tipo di dinamica, perché una delle trappole più pericolose – anche per la realizzazione di modelli alternativi – è che sia un po’ una scommessa di tutti. Di fronte a questa grande esclusione planetaria, la domanda che dobbiamo porci come campagne e attivisti, ma anche come soggetti dell’alternativa, è: come facciamo a trasformare e a reintegrare questi milioni di lavoratori e lavoratrici, in tutto il mondo, come anche in Italia, che prima o poi saranno espulsi da questi cicli economici tossici perché di fatto non avranno più bisogno di loro? In che tipo di processo economico possiamo avere delle riqualificazioni e possiamo quindi ricostruirgli il percorso di lavoro dignitoso, da una parte, e di attività lavorative e salariate dall’alta? Le amministrazioni, i governi e le politiche europee, che poi a cascata diventano politiche nazionali, giocano un ruolo fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso che sia giusto e importante guardare oggi come l’economia stia evolvendo e come riappropriarci di alcune parole, e non permettere invece, come spesso accade, che le istituzioni ostacolino l’economia di sviluppo locale e solidale, camuffando, con politiche apparentemente concilianti o supportanti la transizione, pratiche che vanno nella direzione opposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">RIES aderisce alla campagna “Good Clothes, Fair Pay” (Abiti buoni, salari equi) promossa in Italia da <a href="https://www.abitipuliti.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>AbitiPuliti</strong></a>.&nbsp; Si tratta di una “ICE”, cioè un’Iniziativa dei Cittadini Europei, uno strumento per contribuire dal basso alle politiche della UE, chiedendo alla Commissione europea di proporre nuovi atti legislativi. Quando un’iniziativa raccoglie un milione di firme, la Commissione decide quale azione intraprendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Con Good Clothes, Fair Pay&nbsp; si chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell’abbigliamento, del tessile e delle calzature. Infatti, fino ad oggi i marchi della moda hanno fatto solo promesse, ma non hanno cambiato le proprie pratiche. Non possiamo aspettare che agiscano spontaneamente: servono leggi e obblighi per regolare l’industria tessile. I marchi devono avere responsabilità legali.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_3369"><strong>LEGGI IL TESTO COMPLETO DELL’INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI (ICE)</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.abitipuliti.org/goodclothesfairpay/"><strong>ADERISCI ALLA CAMPAGNA E FIRMA</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Continua la campagna #GoodClothesFairPay</title>
		<link>https://rete-ries.it/notizie-campagne/continua-la-campagna-goodclothesfairpay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 07:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalle campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua la campagna #GoodClothesFairPay che chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell'abbigliamento, del tessile e delle calzature]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Continua la campagna per raccogliere 1 milione di firme di cittadini dell&#8217;UE attraverso l&#8217;<span style="color: #993366;"><strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_3369" target="_blank" rel="noopener" style="color: #993366;">INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI (ICE)</a></strong></span></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="nmiFKerI4O"><p><a href="https://www.abitipuliti.org/goodclothesfairpay/">Good Clothes Fair Pay</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Good Clothes Fair Pay&#8221; &#8212; Campagna Abiti Puliti" src="https://www.abitipuliti.org/goodclothesfairpay/embed/#?secret=nmiFKerI4O" data-secret="nmiFKerI4O" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><a href="https://rete-ries.it/evento/goodclothesfairpay-salari-dignitosi-nel-settore-tessile/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #993366;">Mercoledì 12 ottobre abbiamo incontrato <strong>Deborah Lucchetti</strong>,</span></a> di Fair e coordinatrice della campagna Abitipuliti <strong>#GoodClothesFairPay &#8211; Salari dignitosi nel settore tessile</strong>, una campagna che chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell&#8217;abbigliamento, del tessile e delle calzature.</p>
<p>RIES aderisce alla campagna e chiede ai soci di promuoverla nei propri territori e contatti.</p>
<p>Il 12 ottobre abbiamo discusso su come farlo insieme e coinvolgere più realtà per sostenere la necessaria inversione di tendenza nel mondo dell&#8217;abbigliamento e della moda.</p></div>
			</div><div class="et_pb_button_module_wrapper et_pb_button_0_wrapper et_pb_button_alignment_left et_pb_module ">
				<a class="et_pb_button et_pb_button_0 et_pb_bg_layout_dark" href="https://bigbluebutton.rio20.net/playback/presentation/2.3/eefd2006f713637c29cc085a79f52dd4e1b5242e-1665592182995" target="_blank" data-icon="">Clicca qui per vedere il video dell&#039;incontro online con Deborah Lucchetti</a>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong><a href="https://www.abitipuliti.org/goodclothesfairpay/" target="_blank" rel="noopener">Qui l&#8217;approfondimento sul sito abitipuliti.org</a></strong></p>
<p><a href="https://www.abitipuliti.org/report/2022-report-il-salario-dignitoso-e-un-diritto-universale/" target="_blank" rel="noopener">Qui il <strong>rapporto</strong> 2022 <strong>&#8220;Il salario dignitoso è un diritto universale&#8221;</strong></a></p>
<p><a href="https://streeen.org/film/le-ali-non-sono-in-vendita/" target="_blank" rel="noopener">Qui il <strong>film </strong>sulla &#8220;fast fashion&#8221; <strong>Le Ali non sono in vendita</strong></a></p>
<p><em>Con 300 milioni di lavoratori impiegati lungo tutta la filiera, l&#8217;industria dell&#8217;abbigliamento rappresenta uno dei principali settori produttivi e di impiego a livello globale. Negli ultimi 15 anni questa filiera ha subito profondi cambiamenti: ha acquisito maggiore estensione geografica e complessità, il numero di capi di abbigliamento prodotti è quasi raddoppiato, il loro tempo di utilizzo medio si è ridotto sempre di più. Questo cambiamento è legato all&#8217;esplosione del fenomeno della &#8220;fast fashion&#8221;, ossia la produzione e vendita di numerose collezioni in un anno a prezzi ridotti per un consumo di massa. Questo modello è insostenibile, sia dal punto di vista sociale che ambientale. Si stima infatti che quella dell&#8217;abbigliamento sia la seconda industria maggiormente esposta al rischio di forme di schiavitù moderna, con il 15% dei casi di lavoro forzato identificati in tutto il mondo. Sono in particolare le donne, largamente impiegate come manodopera, a subire violazioni che vanno dalla violenza e molestie sul luogo di lavoro alla discriminazione salariale di genere.</em></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div></p>
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			</item>
		<item>
		<title>#GoodClothesFairPay &#8211; Incontro online con Deborah Lucchetti</title>
		<link>https://rete-ries.it/evento/goodclothesfairpay-salari-dignitosi-nel-settore-tessile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 16:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Incontro con Deborah Lucchetti, di Fair e coordinatrice della campagna Abitipuliti #GoodClothesFairPay è una campagna che chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell&#8217;abbigliamento, del tessile e delle calzature. RIES [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro con <strong>Deborah Lucchetti</strong>, di <strong>Fair </strong>e coordinatrice della <strong>campagna Abitipuliti</strong></p>
<p><strong>#GoodClothesFairPay</strong> è una campagna che chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell&#8217;abbigliamento, del tessile e delle calzature.</p>
<p><strong>RIES aderisce</strong> alla campagna e <strong>chiede ai soci di promuoverla nei propri territori e contatti</strong>.</p>
<p>Discuteremo come farlo insieme e coinvolgere più realtà per sostenere la necessaria inversione di tendenza nel mondo dell&#8217;abbigliamento e della moda.</p>
<h5><a href="https://meet.ripess.org/rie-u39-9mv" target="_blank" rel="noopener"><strong>Link per partecipare all&#8217;incontro: https://meet.ripess.org/rie-u39-9mv </strong></a></h5>
<p><a href="https://rete-ries.it/notizie-campagne/continua-la-campagna-goodclothesfairpay/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Leggi di più</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Campagna Good Clothes, Fair Pay</title>
		<link>https://rete-ries.it/campagne/campagna-good-clothes-fair-pay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 16:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[AbitiPuliti]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta firme]]></category>
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					<description><![CDATA[RIES aderisce a Good Clothes, Fair Pay, una campagna che chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell'abbigliamento, del tessile e delle calzature]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="elementor-heading-title elementor-size-default"><strong>Good Clothes, Fair Pay</strong> è una &#8220;ICE&#8221;, cioè un&#8217;<strong>Iniziativa dei Cittadini Europei</strong>, che è <span>uno strumento per contribuire dal basso alle politiche l&#8217;UE, chiedendo alla Commissione europea di proporre nuovi atti legislativi. Quando un&#8217;iniziativa raccoglie un milione di firme, la Commissione decide quale azione intraprendere. </span></p>
<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Con Good Clothes, Fair Pay (vestiti buoni, salari equi), si chiede una legislazione sui salari dignitosi in tutto il settore dell&#8217;abbigliamento, del tessile e delle calzature. Infatti, fino ad oggi i marchi della moda hanno fatto solo promesse, ma non hanno cambiato le proprie pratiche. Non possiamo aspettare che agiscano spontaneamente: servono leggi e obblighi per regolare l&#8217;industria tessile. I marchi devono avere responsabilità legali.</p>
<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Bisogna quindi raggiungere minimo 1 milione di firme di cittadini dell&#8217;UE per sollecitare una legislazione che imponga alle aziende di condurre una due diligence sul salario dignitoso nelle loro catene di fornitura e per questo RIES sostiene e diffonde questa campagna promossa in Italia da <a href="https://www.abitipuliti.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AbitiPuliti</strong></a></p>
<p class="elementor-heading-title elementor-size-default"><strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_3369">&gt; LEGGI IL TESTO COMPLETO DELL&#8217;INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI (ICE)</a></strong></p>
<p><a href="https://www.abitipuliti.org/goodclothesfairpay/"><strong>&gt; ADERISCI ALLA CAMPAGNA E FIRMA</strong></a></p>
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