Di cosa parliamo quando parliamo di ECONOMIA SOLIDALE?

Economia solidale è il modo in cui chiamiamo l’insieme delle attività sociali ed economiche che, in Italia, promuovono un cambiamento nelle forme di relazione, produzione e consumo.

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Le origini

L’economia solidale  è sperimentata sin dagli anni 80 dal commercio equo e solidale, dalla finanza etica mutualistica solidale con le MAG (Mutua Auto Gestione), dal consumo critico e dai nuovi stili di vita sostenibili attraverso i gruppi di acquisto solidale (Gas) e i Bilanci di Giustizia.

Commercio equo e solidale

Il commercio equo e solidale promuove relazioni commerciali fondate sul dialogo, sulla trasparenza e su condizioni più giuste per chi produce. Dagli anni 70 Cerca di contrastare le disuguaglianze nelle filiere commerciali globali.

Consumo critico

A partire dagli anni 80 del Novecento Il consumo critico si diffonde come strumento per utilizzare il consumo per modificare il sistema economico e le condizioni di produzione dei beni.

Bilanci di giustizia

I Bilanci di Giustizia sono un’esperienza di riflessione e cambiamento degli stili di vita che coinvolge famiglie e comunità. Opera attraverso l’osservazione delle spese e delle abitudini quotidiane.

Gruppi d'acquisto solidale

Idea nata nel 1994 per realizzare insieme acquisti privilegiando relazioni dirette con i produttori e criteri di sostenibilità, qualità, equità e solidarietà.

Finanza etica

La finanza etica mette in discussione l’idea che il denaro debba essere gestito esclusivamente in funzione del rendimento finanziario. Promuove l’impiego delle risorse finanziarie in attività coerenti con criteri sociali, ambientali e democratici.

Agroecologia

L’agricoltura biologica e biodinamica nasce all’inizio del ‘900 per promuovere pratiche capaci di tutelare la biodiversità, conservare la fertilità del suolo. L’agroecologia considera l’agricoltura non soltanto come un’attività produttiva, ma come parte di un sistema ecologico, sociale e territoriale.

I nostri valori

Nel Novembre 2011 il Tavolo RES ha definito 10 “caratteristiche ritenute fondanti per descrivere le pratiche di economia solidale come le conosciamo oggi in Italia” nel documento LE COLONNE DELL’ECONOMIA SOLIDALE.

Immagine

L’albero della vita di Gustav Klimt (1905-1909).

L’economia solidale…

Promuove i beni comuni.

Le esperienze di economia solidale cercano di garantire l’utilizzo collettivo e sostenibile nel tempo dei beni considerati un patrimonio fondamentale: la terra, l’aria, l’acqua, il paesaggio, l’energia, la conoscenza, il patrimonio genetico.

è orientata al "benvivere" di tutti.

I progetti di economia solidale promuovono il benessere dei soggetti coinvolti insieme a benefici sociali ed ambientali più generali, cercando un equilibrio tra questi aspetti4. Questi progetti perseguono la produzione di esternalità positive con ricaduta almeno territoriale.

propone modelli collaborativi.

La collaborazione proposta dall’economia solidale è il principio opposto rispetto alla logica della competizione prevista dal modello dell’economia di mercato. (continua)

si basa sulle relazioni.

L’economia solidale è una pratica intrinsecamente relazionale, orientata ad una “economia del noi”6 e alla cura dei beni relazionali7. “Il primo tratto comune è nell’importanza delle relazioni tra le
persone. (continua)

promuove il legame con il territorio.

Le esperienze di economia solidale sono fortemente legate ad uno o più territori proponendo progetti aderenti alle caratteristiche dei luoghi, valorizzandone le risorse in modo sostenibile, cercando di chiudere i flussi e facendo “mente locale” per resistere alla normalizzazione culturale. (continua)

incorpora il senso del limite.

Le strutture dell’economia solidale cercano di avere la dimensione e di porsi al livello di scala appropriati per la funzione che svolgono, privilegiando per quanto possibile – a seconda del compito richiesto – la moltiplicazione di strutture piccole collegate tra loro piuttosto che la creazione di grosse organizzazioni.

si sviluppa nelle reti.

Una strategia fondamentale adottata dalle realtà di economia solidale è quella delle reti per potersi sostenere a vicenda e sviluppare in modo decentrato e flessibile. Infatti le reti consentono l’integrazione tra soggetti diversi ed una maggiore robustezza e prontezza nel rispondere ai cambiamenti dell’ambiente rispetto ad altre strutture organizzative maggiormente centralizzate.

è una trasformazione sociale.

Le attività economiche intraprese dalle realtà di economia solidale sono uno strumento per una trasformazione radicale della società10. “E’ la società che invade lo spazio del mercato”11, ovvero si tratta di esperienze che vanno nella direzione di una democratizzazione dell’economia. Per questo
motivo all’estero si utilizzano termini come “socio-economia solidale” oppure “reti di
collaborazione solidale”.

difende i diritti.

L’economia solidale riconosce e promuove il diritto per ogni essere umano a soddisfare i propri bisogni fondamentali. Questo compito può essere svolto sia direttamente tramite la conservazione dei diritti all’interno delle pratiche, sia sensibilizzando l’opinione pubblica per richiedere all’Ente Pubblico di intervenire in caso di omissione.

ridimensiona il ruolo del mercato.

Le esperienze di economia solidale, a partire dalla insostenibilità sociale, economica ed ecologica del modello economico dominante basato sulla “crescita senza fine”, cercano di ridimensionare il ruolo del mercato e degli scambi monetari all’interno delle relazioni tra gli individui e di distinguere il concetto del valore di un bene dal suo prezzo12.

Altri documenti fondativi

Nel tempo il Tavolo RES e le tante reti di economia solidale hanno presentato altri documenti che …

Carta dell'economia solidale

Presentata nel 2005…. Scaricala dal sito economiasolidale.net.

Documento base gas

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MANIFESTO DELLA FINANZA MUTUALISTICA E SOLIDALE

Approvato dal coordinamento MAGico nel suo incontro del 23.09.2023 a Firenze-

MANIFESTO DELLA FINANZA ETICA

Pubblicato dall’Associazione Finanza Etica nel 1998.

per approfondire

Testi e documenti utili per capire meglio cos’è l’economia solidale, trovare le pratiche esistenti e costruirne altre.  

In Italia sono ormai un migliaio i “gruppi d’acquisto solidali”: persone che fanno la spesa insieme, scegliendo prodotti “etici” e creando relazioni di fiducia con chi li produce. Ma i Gas sono solo la “rete” più nota: questo libro è una straordinaria raccolta di esperienze di “reti di economia solidale”, un movimento che si batte per trasformare l’attuale sistema e per una nuova economia, che abbia per base il “capitale delle relazioni”. Il primo libro curato dal Tavolo RES.

Il capitale delle relazioni. Come creare e organizzare Gruppi d'acquisto e altre reti di economia solidale in 50 casi esemplari

Tavolo RES, 2010

L’economia solidale ha la forma di una “rete”: questo libro racconta i “nodi” di un movimento – concreto nelle azioni, politico nelle riflessioni – che si batte per cambiare l’attuale sistema e creare una nuova economia, che abbia come proprio “capitale” le relazioni e un consumo più responsabile.
Sono migliaia le esperienze, ormai diffuse in tutta Italia: il secondo libro curato dal Tavolo RES. 

Un’economia nuova, dai Gas alla zeta. L’economia solidale e le sue reti: Gruppi d’acquisto solidali, Distretti di economia solidale, filiere corte. Per cambiare il sistema economico con le relazioni e il consumo critico

Tavolo RES, 2012

Nel mondo

L’economia solidale non è un’esperienza esclusivamente italiana. In molti Paesi, comunità, organizzazioni e movimenti sperimentano forme di produzione, scambio e gestione delle risorse che mettono al centro le persone, la cooperazione e la sostenibilità.

RIPESS

Rete intercontinentale per la promozione dell’economia sociale e solidale

RIPESS è una rete intercontinentale di reti continentali impegnate nella promozione dell’Economia Sociale e Solidale. Le reti affiliate (America Latina e Caraibi, Nord America, Europa, Africa, Asia e Oceania) riuniscono a loro volta reti nazionali e settoriali, garantendo così un forte radicamento territoriale. La combinazione di portata locale e globale conferisce a RIPESS la legittimità necessaria per promuovere l’ESS, favorire la cooperazione intercontinentale e svolgere attività di advocacy a diversi livelli.

Un mondo da connettere

CSA, cohousing, biocoop, riciclo, cooperative nel settore delle energie rinnovabili, cooperative alimentari… Un archivio on line di ricerche, concetti, esperienze in costante aggiornamento.

Cosa permette a queste migliaia di iniziative, a questo sistema di valori che sta alla base dell’economia sociale e solidale, di costituire un sistema? Di dare vita a un movimento? Come si può renderle più visibili?

Domande frequenti

Risposte ai dubbi ed equivoci più ricorrenti.

L'economia solidale significa rinunciare al mercato?

Non necessariamente. Le esperienze di economia solidale possono operare anche attraverso il mercato, ma cercano di orientare gli scambi secondo criteri che non si limitino alla massimizzazione del profitto.

Attribuiscono importanza alla qualità delle relazioni, alle condizioni di lavoro, agli effetti ambientali e alla distribuzione del valore prodotto.

L'economia solidale è soltanto una questione di consumo responsabile?

No. Il consumo è uno degli ambiti in cui si esprime, ma l’economia solidale comprende anche produzione, lavoro, finanza, distribuzione, gestione delle risorse e organizzazione delle comunità.

L’obiettivo non è soltanto scegliere diversamente all’interno del sistema esistente, ma contribuire a costruire alternative economiche collettive.

L'economia solidale riguarda soltanto chi ha poco denaro o le persone benestanti?

No, al contrario. L’economia solidale riguarda il modo in cui vengono organizzate le attività economiche e distribuite le risorse, non soltanto il livello di reddito delle persone.

Si rivolge a cittadini e cittadine, chi lavora e produce, imprese cooperative, associazioni e comunità che vogliono contribuire alla costruzione di un’economia più equa e sostenibile.

Economia solidale ed economia sociale sono la stessa cosa?

I due concetti sono strettamente collegati, ma non sempre coincidono.

L’economia sociale comprende generalmente organizzazioni che perseguono finalità sociali e collettive, come cooperative, mutue e associazioni. L’economia solidale attribuisce particolare importanza alle relazioni di reciprocità, alla cooperazione, alla partecipazione e alla trasformazione delle strutture economiche.