Un percorso dentro l’ecosistema di Bordeaux tra politiche, pratiche e reti europee. Il racconto a cura dell’Economia Solidale Trentina
Bordeaux è una destinazione affascinante per molti motivi: è un ecosistema che sperimenta, connette e rinnova l’economia solidale su scala europea. Per noi dell’Economia Solidale Trentina, che lavoriamo per rafforzare reti territoriali, filiere responsabili e strumenti innovativi per lo sviluppo locale, questa visita ha rappresentato un passaggio importante.
Siamo impegnati da tempo nel confronto sulle monete complementari, considerate un possibile driver di resilienza economica e coesione comunitaria anche per il Trentino. Esplorare da vicino il modello francese, oggi tra i più avanzati a livello europeo, e quello di altri paesi, ci ha permesso di comprendere meglio opportunità, condizioni e scenari possibili.
Abbiamo frequentato il 1st European Meeting of Complementary Local Currencies, un appuntamento che ha riunito reti, istituzioni e attori della finanza etica e delle monete complementari provenienti da tutta Europa. Un contesto dinamico, arricchito dal clima di attesa verso il Global Social and Solidarity Economy Forum – GSEF 2025, di cui Bordeaux è stata poi città ospitante.
Politiche pubbliche e monete complementari: il quadro francese
La prima tappa della nostra esperienza è stata la sessione introduttiva con Dante Edme-Sanjurjo, esperto di economie trasformative e tra i principali riferimenti europei sulle valute locali. Questo momento formativo ha offerto una lettura chiara delle condizioni che hanno permesso alla Francia di costruire un sistema maturo, in cui oltre 70 monete locali, tra cui l’Eusko, oggi la più grande d’Europa, operano in un quadro stabile e riconosciuto. Più di un momentoformativo in senso stretto è stato un dialogo ricco in cui Dante ha dato risposta alle nostre 1000 domande.
Il Meeting europeo sulle monete locali
L’inaugurazione del Meeting europeo presso l’Athénée Municipal ha segnato l’avvio di due giornate di confronto ad alta intensità. L’evento, organizzato dal Mouvement Sol, dal RTES, da La Gemme e dal Comune di Bordeaux, ha riunito esperienze da Spagna, Belgio, Italia, Germania e numerosi altri Paesi.
Tra gli interventi di maggiore interesse:
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la panoramica sullo stato attuale delle monete locali in Europa, con dati su diffusione, modelli organizzativi e connessioni con l’economia solidale;
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le case histories internazionali (Chiemgauer, Eusko, Mumbuca, Grama), presentate per leggere successi e criticità delle diverse sperimentazioni;
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i workshop tematici su modelli economici, digitalizzazione, accesso ai fondi europei e ruolo delle valute locali nella transizione ecologica.
È emersa chiaramente la volontà collettiva di costruire una rete europea strutturata, capace di incidere sia sul piano regolatorio sia su quello delle politiche pubbliche, superando la frammentazione attuale.
Il Comune di Bordeaux: una governance aperta e orientata all’impatto
Un altro momento fondamentale è stato l’incontro con Jean-Baptiste Thony, consigliere comunale delegato alla moneta locale, ai rifiuti zero e all’economia circolare. Thony ci ha dedicato del tempo prezioso per spiegarci nel dettaglio come Bordeaux stia integrando le monete complementari in una strategia più ampia di transizione ecologica e rigenerazione urbana.
L’approccio municipale si distingue per la capacità di coniugare visione politica e strumenti operativi, valorizzando la cooperazione con gli attori locali. Prezioso per noi capire per noi quali sono i collegamenti tra economia solidale, politiche di prossimità e obiettivi di circolarità.
La città come laboratorio vivente: il tour e le pratiche quotidiane
Non solo teoria, ma una parte della nostra delegazione ha avuto il privilegio di entrare dentro alle pratiche quotidiane: durante un tour urbano siamo entrati in contatto con i luoghi che accettano La Gemme, la moneta locale della Gironda: botteghe, ristoranti, spazi culturali e servizi di quartiere.
Questo percorso ha reso evidente come una valuta complementare, quando è ben integrata, diventi un driver di relazioni economiche, un incentivo alla prossimità e un elemento identitario condiviso.
La tappa al Darwin Ecosystem, hub nato dalla riconversione di ex caserme militari, ha mostrato un modello concreto di innovazione sociale: coworking, imprese, associazioni, artigiani, ristorazione sostenibile e iniziative culturali convivono in un ecosistema che promuove inclusione, economia circolare e partecipazione comunitaria.
Uno sguardo oltre Bordeaux: nuove reti e nuove domande
L’esperienza ha aperto riflessioni importanti per il nostro lavoro nel contesto trentino. Come strutturare forme di collaborazione più solide tra enti pubblici e attori dell’economia solidale? Quali modelli di moneta complementare potrebbero essere effettivamente adottabili nel nostro territorio? Come costruire un percorso di transizione che unisca innovazione sociale, strumenti finanziari alternativi e coinvolgimento delle comunità.
La ricchezza di visioni e pratiche osservate a Bordeaux rappresenta oggi una risorsa preziosa per orientare il nostro impegno futuro.
Un ringraziamento necessario
Questa visita è stata possibile grazie alla disponibilità di tante persone e organizzazioni che hanno condiviso competenze, tempo e idee.
Tornare da Bordeaux significa portare con sé un bagaglio di conoscenze e connessioni, ma soprattutto la conferma che l’economia solidale è un terreno fertile di cooperazione internazionale, capace di evolvere e generare impatto reale.
