L’uomo ucciso sabato a Minneapolis era un infermiere che aveva preso a cuore quanto sta accadendo ai migranti.
Sono tantissime le persone comuni che partecipano non solo alle manifestazioni, ma ad azioni quotidiane di protezione e solidarietà.
Lo spirito che spinge una parte della popolazione ad aiutarsi a vicenda per salvare i propri concittadini da assalti di tipo squadristico, scrive Guido Viale, non è diverso da quello che altrove o in altre circostanze induce tanti e tante a far fronte alle devastazioni di una guerra o a una catastrofe prodotta dalla crisi climatica.
Governi e istituzioni internazionali non vogliono e non sono in grado di favorire cambiamenti importanti: bisogna contare sulle proprie forze. «Quali? Oggi a disposizione ci sono quasi solo quelle del mutuo appoggio: bisogna ricominciare di lì…»
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Nella foto: Trieste, “piazza del mondo”, dove ogni giorno persone comuni accolgono i migranti della rotta balcanica. Foto di Nika Viq
