Disertare l’economia-guerra.
Decrescita ed economie solidali: conflitti, alleanze, convergenze

I Quaderni della decrescita lanciano la call for paper per un numero monografico che pone al centro le economie solidali.

Fin dalle origini il confronto tra il movimento della decrescita e le esperienze riconducibili all’economia solidale o alle economie diverse è stato ricco, intenso e per nulla scontato, giacché soprattutto all’inizio i punti di partenza e le prospettive dei due movimenti non erano esattamente le stesse, nonostante valori, sensibilità e mobilitazioni politiche non di rado si sovrapponessero.

Il movimento dell’Economia Solidale, infatti, nei suoi intenti fondativi (le famose 10 colonne portanti dell’ES), si proponeva come un modello di economia impegnato a promuovere i beni comuni, a rispettare la “Madre Terra” a proporre modelli collaborativi, basata sulle relazioni tra persone e su un legame con il territorio, che incorpora il senso del limite, che si sviluppa nelle reti, che difende i diritti e investe sulla trasformazione sociale, e infine che ridimensiona il ruolo del mercato e degli scambi monetari.
L’intento era quello di contestare le fondamenta stesse dell’economia come ambito autonomo a sé stante per reinventare una forma di sussistenza moderna più corrispondente ad un’idea di società conviviale.

I due movimenti – almeno in Italia – non solo si sono spesso mescolati e sostenuti reciprocamente ma nei fatti si sono andati sempre di più avvicinando e contaminando reciprocamente. E, non a caso, l’Associazione per la decrescita è nei fatti una delle organizzazioni fondatrice della RIES.

Del confronto originario restano alcune questioni rilevanti su cui non sarebbe male tornare a riflettere e discutere.

Un possibile punto di confronto comune potrebbe essere rappresentato da un ripensamento della dimensione politico-democratica.
Provare ad immaginare un modello di democrazia nell’orizzonte della decrescita e contemporaneamente l’espansione delle pratiche economico-solidali in un progetto di democrazia economica locale, rappresenta probabilmente un terreno propizio – idealista e pragmatico allo stesso tempo – per una maturazione socio-politica condivisa.

Non si può infine evitare di fare i conti con il contesto attuale e con le drammatiche trasformazioni a cui stiamo assistendo: l’inasprimento della crisi climatica e ambientale, l’affermarsi di un sovranismo maschilista, sciovinista e negazionista, il riaffermarsi delle guerre e dei genocidi con il ritorno dell’incubo atomico e la trappola della
deterrenza e della corsa al riarmo, l’aumento delle migrazioni forzate, la xenofobia e la militarizzazione delle frontiere, costringono ad interrogarci su come il modello della competizione esasperata e della crescita illimitata non riguardi più solamente l’economia e la crescita ma l’intera struttura sociale e stia spingendo il mondo in un vortice autodistruttivo sempre più estremo.

L’invito dunque è di proporre pensieri ed esperienze per contribuire a riflettere sulle sfide che stiamo attraversando.
I contributi possono riguardare riflessioni più politico-teoriche, più esperienziali, o di intrecci e prospettive.

I contributi, scritti in italiano, sono destinati alla pubblicazione sui Quaderni della decrescita n. 9 in uscita il 1 ottobre 2026, e possono essere di due tipi:
– saggio (24/40 mila caratteri, spazi inclusi);
– articolo (12/15 mila caratteri, spazi inclusi);

I contributi saranno selezionati in base agli abstract da inviare entro il 10 gennaio 2026 unicamente nei formati .doc .docx .rtf e al seguente indirizzo: direzione@quadernidelladecrescita.it

Termine di consegna del testo definitivo per la rivista: 31 maggio 2026

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